Incontri al Bunga-Bunga, locale di San Valentino Torio, di Gennaro Caldieri alias Rino, viaggi in Grecia, serate a base di champagne francese e un giro vorticoso di soldi e merce ricettata. L’organizzazione Vezzi-Guadagno sgominata dalla polizia dopo tre anni di indagini era ramificata in tutta Italia e nel giro di pochissimi mesi è riuscita a mettere a segno decine di colpi ai danni di importanti imprese nazionali e estere. A gestire i traffici delle merci rubate, il duo Gaetano Vezzi – torrese doc – ma residente a Milano, e Umberto Guadagno, suo amico e sodale di Poggiomarino. Ruolo fondamentale nella vita dell’organizzazione ma anche nei passi falsi che hanno consentito alle forze dell’ordine di scoprire l’organigramma della gang, quello delle donne, molte delle quali indagate o arrestate nel blitz di martedì notte. La base operativa dell’organizzazione era la Lions Agency di San Valentino Torio di Gennaro Caldieri, alias Rino, anche se il gruppo usava la ditta Napolano Pietro di Molinella Bologna come società fittizia per accaparrarsi i trasporti. Pietro Napolano, originario di Pagani, è uno dei complici di primo piano del duo Vezzi-Guadagno, non un inconsapevole prestanome. Napolano guadagna il 25% dei proventi illeciti quando i trasporti fantasma vengono effettuati attraverso la sua impresa e il suo nome viene utilizzato da Guadagno e dai complici per contattare i committenti e organizzare i trasferimenti e il furto delle merci. Ruolo centrale nell’organizzazione anche quello di Rino Caldieri, ritenuto dagli inquirenti un usuraio, conduttore dell’immobile della Lion’s di San Valentino Torio, il deposito che viene utilizzato dall’organizzazione. Insieme con la sua compagna Gerarda Giordano, alias Franca, segretaria e organizzatrice di gran parte dei viaggi truffaldini, si occupa di reperire autisti e mezzi per attuare le truffe. Ma altre donne sono al centro dell’inchiesta “Big boat”. Particolare attenzione degli inquirenti per Marianeve Arcamone, con la quale Vezzi intrattiene una relazione sentimentale, insieme ad Anna Di Donato, moglie di Umberto Guadagno sono le cassiere del gruppo. Marianeve Arcamone mantiene soldi per conto di Vezzi. Mentre la Di Donato si occupa di pagare autisti e ricettatori. A lei vengono consegnate le somme ricavate dalla vendita di merci da Raffaele Guadagno, fratello di Umberto. Altre donne importanti nell’ambito dell’organizzazione sono Gerarda Giordano, alias Franca la ragioniera, che tiene contatti con le agenzia e comunica a Umberto Guadagno quali sono i viaggi da effettuare. Altra ragioniera assoldata prima all’ufficio della Lions di San Valentino e poi nel deposito di via Longole a Poggiomarino dove viene stipata la merce rubata è Maria Giovanna Meligeni, che sostituisce per un periodo Dina Giordano. Umberto Guadagno e Gaetano Vezzi amano la bella vita e le belle donne e spesso organizzano trasferte di svago, con delle donne con le quali fanno viaggi all’estero, in Grecia o in Italia. Due donne in particolare, Denni e Rosaria sono spesso redarguite a telefono dai capi del gruppo criminale che si sentono intercettati, di non parlare di affari illeciti. Ruolo importante anche quello di Antonella, Antonietta Aliberti, moglie di Luigi Nappo, uno dei camionisti finiti nell’inchiesta. La donna presenta una denuncia ai carabinieri per lo smarrimento di un cellulare. È quello che incautamente qualcuno ha dato a una delle vittime della gang, dopo un trasporto truffaldino. Altra donna fondamentale per la vita dell’organizzazione è Elvira Iuliano, esperta del settore delle merci rubate. Elvira Iuliano, paganese doc, si occupa di intercettare i clienti di fornire documentazioni false di camion e autisti e organizzare i viaggi. La sua esperienza nel settore, esperienza che l’ha portata già altre volte in carcere, è utilizzata dalla gang Vezzi-Guadagno che opera a partire dal 2010, secondo gli inquirenti. Ruolo importante anche quello di Rosa Palumbo, la donna che gestisce la società di trasporti Palumbo di Angri, fermata ieri a Milano dopo che era sfuggita al blitz. La donna è inserita nell’organizzazione che si occupa di trafugare le merci prelevate in diversi paesi del Nord Italia e all’estero. Secondo la Procura, il giro d’affari truffaldino oltre ad aver procurato milioni di euro di danni alle imprese truffate ha anche ingenerato una diffidenza diffusa per le ditte di trasporti del Sud e in particolare della Campania che operano nel settore del commercio su gomme. La diffidenza nei confronti dei cosiddetti “napoletani” però viene raggirata con abili escamotage, come quello di organizzare i viaggi con imprese che formalmente hanno la sede al nord, ma in realtà sono gestite dalla gang Vezzi-Guadagno. Appostamenti, intercettazioni hanno consentito ai poliziotti della pg del Tribunale di Nocera Inferiore, coordinati dal pm Cacciapuoti, di ricostruire un’organigramma in cui ognuno ha un suo ruolo. (r.f.)

(nella foto i controlli delle forze dell’ordine ai camion con la merce rubata e nel riquadri da sinistra il capo dell’organizzazione Gennaro Vezzi di Torer Annunziata e il socio Gennaro Caldieri)

Redazione Cronache della Campania