Un’ordinanza di custodia cautelare per un omicidio di camorra avvenuto nel 1993 è stata notificata dai carabinieri al 52enne Giuseppe Dell’Aversana, detto “Peppe o riavolo”, elemento di spicco del clan dei Casalesi, da tempo in carcere ad Ascoli Piceno. Ad incastrare Dell’Aversana le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia del clan Bidognetti, Luigi Diana, Domenico Bidognetti, esecutori materiali del delitto, ed Emilio Di Caterino. Dalle indagini coordinate dalla Dda di Napoli ed effettuate dai carabinieri di Casal di Principe, è emerso che la vittima, Paolo Quadrano, fu ucciso perché si sospettava fosse un informatore dell’Arma. Quadrano fu giustiziato con una pistola 7,65 invece che con armi più potenti, come i kalashnikov, molto usati in quel periodo per gli agguati di camorra; i killer volevano infatti depistare le indagini, tanto che dopo l’omicidio, il primo movente accertato fu quello di un litigio intercorso tra i figli gemelli di Quadrano e l’esponente dei clan Salvatore Cantiello alias “Carusiello”. I killer-pentiti hanno poi raccontato che dietro il delitto c’erano questioni concernenti il clan, e che Dell’Aversano fornì l’auto usata per l’agguato e mise a disposizione dei sicari la sua abitazione e quella della madre come punto di partenza e di ritorno dopo il delitto. (

Redazione Cronache della Campania