L’omicidio di ieri sera in via Janfolla in cui è rimasto vittima Aniello Di Napoli sarebbe l’immediata risposta del gruppo Mallo al ferimento avvenuto la notte precedente dei giovane boss emergente Walter. Ne sono convinti gli investigatori visto che in quel rione, dove abita appunto il giovane boss ora comanda il suo gruppo. Aniello Di Napoli, così come il figlio Vincenzo ammazzato il 9 dicembre scorso, era considerato vicino ai Lo Russo “Capitoni” e ieri sera mentre rincasava ha capito di essere entrato nel mirino dei killer perché ha notato una moto che sguiva con insistenza la sua auto. Ha premuto a fondo l’acceleratore per sfuggire alla morte. Ma, all’altezza del civico 393, ha perso il controllo della macchina ed è andato a sbattere contro una palazzina. A quel punto il sicario gli ha sparato da distanza ravvicinata prima di fuggire con il complice. La vittima abitava a circa 200 metri di distanza. Aniello Di Napoli aveva precedenti per droga, rapina e ricettazione. Secondo gli inquirenti in passato frequentava abitualmente il rione San Gaetano, in particolare una piazza di droga. L’omicidio di Di Napoli è l’ennesimo segnale di guerra in atto tra gli emergenti Mallo e il gruppo dei Lo Russo-Vastarella-Tolomelli. Tre morti e quattro feriti in cinque giorni: sembra essere tornati alla guerra di Scampia degli anni scorsi. Ormai la decisione di riprendersi i territori della don Guanella, Miano, San Pietro a Patierno, Capodimonte e parte di Secondigliano hanno scatenato una nuova guerra di camorra. I Mallo tra l’altro-secondo gli investigatori- puntano a riprendersi il rione sanità da dove erano stati “cacciati” dai Vastarella-Tolomelli e Lo Russo lo scorso anno dopo gli omicidi del boss Pierino Esposito (alleato dei Mallo con gli Spina) e del figlio Giuseppe. E la risposta ai quei due omicidi da parte dei Mallo fu appunto l’omicidio di Vincenzo Di Napoli il figlio di Aniello ucciso ieri sera.

 

 

 

Redazione Cronache della Campania