Scafati: estorsione al bar Dodo chiesti 13 anni di carcere per Alfano e Adini

Estorsione e bomba al bar Dodo: chiesta la condanna per Carmine Alfano e Marcello Adini. Tredici anni di reclusione per i due pregiudicati arrestati per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e per l’attentato al bar del centro Plaza avvenuto l’estate scorsa. Dinanzi al giudice per le udienze preliminari, Ubaldo Perrotta, si è celebrato il processo con rito abbreviato per i due difesi dall’avvocato Francesco Matrone. La difesa ha annunciato che i due hanno effettuato un risarcimento del danno alla parte offesa, il titolare dell’attività commerciale, di 3500 euro per la tentata estorsione l’estorsione da 20 euro contestata a Marcello Adini. In attesa che si formalizzi il pagamento che non equivale ad un’ammissione di responsabilità, il pm Russo ha rassegnato le sue conclusioni dinanzi al giudice. Il pm ha chiesto una condanna a sette anni di reclusione per Alfano e sei anni per Adini, oltre una multa di mille euro. Il risarcimento del danno dovrebbe essere valutato dal giudice per un ulteriore sconto di pena. Il processo è stato rinviato a fine aprile per attendere il riscontro dell’avvenuto pagamento e per la discussione dell’avvocato difensore dei due imputati. Carmine Alfano e Marcello Adini furono arrestati a settembre scorso dai carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore, prima per la detenzione di una pistola con matricola abrasa e successivamente per il tentativo di estorsione e la bomba messa al bar Dodo nei mesi precedenti. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere ha determinato una richiesta di giudizio immediato della Dda con successiva decisione di accedere al rito abbreviato. I due, secondo l’accusa, avevano più volte chiesto il pizzo al titolare del bar del Centro Plaza di San Pietro, avvicinando la vittima e i suoi collaboratori e consegnando ad uno dei dipendenti del locale un biglietto con la richiesta estorsiva. Vista la reticenza a pagare del proprietario, i due pregiudicati avrebbero posizionato una bomba carta sotto la porta d’ingresso del bar, facendo esplodere la vetrata. In un’altra occasione, i due avevano avvicinato il titolare a bordo della sua auto chiedendogli di mettersi a disposizione e di pagare. Un’estate di terrore per i dipendenti e il proprietario dell’esercizio commerciale che aveva prolungato il periodo di chiusura per ferie inaspettatamente forse per paura di ritorsioni.(ro.fe.)

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