Affondamento del peschereccio Rosinella di Ercolano:quello che si pensava non dovesse accadere purtroppo è accaduto:il corpo del capitano Giulio Oliviero non si trova. Non c’è nel relitto del peschereccio affondato al largo nel mare di Gaeta oltre un mese fa. E ieri dopo l’ispezione la nave militare Anteo della Marina Italiana con il corpo speciale dei sommozzatori ha lasciato  il litorale laziale per dirigersi verso altre destinazioni lasciando tutti, e in modo particolare la famiglia del comandante di Ercolano, senza parole. La signora Rosa Imperato non ci sta e annuncia battaglia: “Pensavo di aver visto il peggio – ha spiegato – ma il peggio pare debba ancora arrivare. Non riesco a concepire che il corpo di mio marito non si trovi, ero ormai convinta che fosse nel relitto. Ma adesso più che mai, sono determinata ad andare fino in fondo. Il Rosinella deve essere tirato su, solo in questo modo possiamo sapere la verità. Sono disposta a mobilitare l’Italia per mare e per terra ma voglio che si faccia chiarezza. Abbiamo già fatto una manifestazione con l’associazione Marinerie d’Italia e D’Europa con marinai giunti da ogni parte d’Italia. Mio marito è stato un uomo che grazie al suo carattere ha stretto tante amicizie e ora abbiamo tutti intorno”. Intanto ieri le salme dei due marinai tunisini, Khalifa e Saifeddine Sassi, che erano sul Rosinella insieme con il comandante Oliviero, sono tornate nel proprio paese. I due corpi erano stati recuperati tra il 17 e il 18 maggio attraverso l’impiego del Rov (Remoted Operated Vehicle) del cacciamine “Gaeta”. Ma quello del comandante Ciro Oliviero non fu trovato con il robot e non è stato trovato neanche ieri dai sommozzatori. Il mistero continua e la famiglia del comandante annuncia battaglia.

Redazione Cronache della Campania