Il pentito del clan D’Alessandro, Renato Cavaliere fa riaprire il caso dell’omicidio del consigliere comunale del PD, Gino Tommasino, ucciso dalle stesso Renato Cavaliere  nel febbraio del 2009. Il collaboratore di giustizia oggi in aula ha parlato per la prima volta alla prima udienza del processo in Corte di Assise d’Appello che lo vede imputato insieme con con Catello Romano, uno dei complici dell’agguato. Il consigliere comunale di Castellammare di Stabia sarebbe stato ucciso dalla camorra “per l’affare parcheggi”. Questa mattina, il procuratore generale ha presentato il verbale di interrogatorio con il quale ha ufficialmente chiesto la riapertura del dibattimento e i nuovi interrogatori anche per gli altri pentiti.Gino Tommasino fu ucciso nel pomeriggio del 3 febbraio 2009 mentre era in auto in compagnia del figlio minorenne. Pochi minuti dopo, secondo il pentito, avrebbe dovuto incontrare due imprenditori per discutere dell’affare parcheggi. Gli ergastoli comminati ai due killer Catello Romano e Renato Cavaliere erano stati annullati in Cassazione per mancanza del movente e rinviati in Appello per la rideterminazione della pena, mentre sono stati già condannati gli altri 2 killer che avevano confessato l’omicidio (i collaboratori di giustizia Salvatore Belviso e Raffaele Polito).

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