La “Stesa” di venerdì sera in via Fontanelle alla Sanità non ha fatto morti questa volta e probabilmente neanche feriti, visto che non sono state trovate tracce ematiche. Ma si è trattato solo di una dimostrazione di forza del gruppo del “barbudos” (l’alleanza Esposito-Genidoni-Spina-Mallo) contro i Vastarella già colpiti a morte con la strage del circolo Maria santissima dell’arco del 22 aprile scorso. la stessa strada della sparatoria dell’altra sera. Due auto parcheggiate sono state centrate dai proiettili: una Fiat 500 e una Renault Scenic. I colpi hanno infranto un finestrino della prima macchina, nel cui abitacolo è stata trovata un’ogiva. I proiettili hanno invece forato lo sportello della Scenic, dove dentro all’abitacolo la polizia scientifica ha trovato un’ogiva. Le auto sono di proprietà di due incensurati completamente estranei alla malavita organizzata anche dal punto di vista di eventuali parentele. I proiettili sono stati esplosi ad altezza d’uomo quindi non si esclude che non si sia trattata della classica “stesa” ma di un vero e proprio agguato fallito. La vittima designata sarebbe riuscita a scappare. La polizia sta cercando di capire chi era la persona sfuggita al raid di morte. La tensione nel quartiere quindi non accenna a diminuire nonostante gli arresti delle scorse settimane. Ci sono ancora affiliati dei due gruppi in guerra in libertà e su questa stanno lavorando alacremente alla Dda di Napoli sulla base del materiale investigativo raccolto dalla squadra mobile di Napoli e  dai carabinieri. Intanto ieri il sito ilcorrieredelmezzogiorno.it ha diffuso in esclusiva l’audio della famosa intercettazione ambientale nella casa di Antonio Genidoni a Milano subito dopo l’agguato a Marano in cui furono uccisi  il padre e il fratello di Emanuele Salvatore Esposito (colui che materialmente avrebbe compiuto la strage delle Fontanelle). Il giorno dopo questa intercettazione c’è stato il blitz che ha portato in carcere Antonio Genidoni, la mamma Addolorata Spina, la moglie Vincenza Esposito ed Emanuele Esposito prima che compissero una nuova azione di morte come si evince dalla regsitrazione. Ecco la parte audio dell’intercettazione e poi quella trascritta.

Emanuele Esposito piange dopo la notizie dell’uccisione del padre e del fratello e rivolgendosi ad Antonio Genidoni ripete in continuazione:

“…mamma mia, Antò chann cumbinat’, Antò chann cumbinat’, gesù mio damm  a forz”. E Genidoni alza la voce e cerca di riprenderlo battendo le mani: “Manuè amm essere fort. Mo ia esser fort, Mo sceng pur io…” Ma Esposito continua a piangere e ripete: “… mamma mia cann cumbinat sti grandi curnut’ nfam…” , e Genidoni rincara la dose contro i Vastarella: “aggi ritt’ che non nun avevam’ fà metter e pier’ nderr’…Gli metto le bombe e li ammazzo tutti. Adesso devo prendere l’ergastolo..Maggià organizzà o Gi… devo scendere a Napoli…” Emanuele continua a piangere ed ad imprecare. Dice: “Emanuele …incomp…. schiattare la capa… Antonio: “Mo è schiattamm a cap pur a lor, mo e pigliamm  a tutti quanti, uomini creature, femmine…” .Emanuele: “… carcerato ..mi devi morire tu… mo piglio le bombe è gliele butto nelle case sull’anima di Ciro… devo andare solo in galera mo! Mo prendo le bombe è gli uccido le creature … pure quelle di  4 o 5 anni …sull’anima di Ciro…è inutile che piango ..non ci sta niente da fare. Antonio: “Mo scendo pure io”. Gino: “Dove vai?”. Emanuele: “Mo amma accirer tutta …incomp.. li dobbiamo sterminare tutta la famiglia…. le bombe… devo buttare le bombe mo’! le bombe …non …in- comp… le pistole ora!”. Antonio: “Io non ho mai visto, sull’anima di mio fratello, come fanno la malavita questa gente, non l’ho mai visto in vita mia ..le pagano pure a sta gente le pagano pure”. Emanuele: “Mo scennimm pur nui”. Antonio: “Lascia stare, mo scendiamo noi!”. Emanuele: “Dobbiamo solo sapere chi è… perché sta qualcuno che sta portando le imbasciate interno.. Antonio ’o frat…. credimi …credimi a me..qualcuno che ’o frat …tutta la tarantella ..credimi a me!”. Antonio: “Emanuele”. Emanuele: “Sono andati a pigliare a papà Antonio”. Antonio: “Eh”. Emanuele: “A mio fratello”. Antonio: “Devo vedere solo di non farmi arrestare adesso, se mi arrestano a me… è finita! Solo di non farmi arrestare …però quà non posso stare …perché quà sicuramente fanno qualche blitz mo!”.

 

 

Redazione Cronache della Campania