Attende che la Cassazione decida in via defintiva sulla restituzione dei beni e sul risarciamento danni da accordargli. Sta per terminare quindi la lunghissima odissea giudiziaria di Gerardo Cuomo, il 60 enne di Gragnano, accusato da anni e per anni di essere il “re” del contrabbando internazionale di sigarette. Aspetta perchè vuole vedere riabilitata la sua figura per anni messa al centro di inchieste, legami oscuri con personaggi della malavita italiana e internazionale ma anche con importanti esponenti dei governi dei paesi dell’Est europeo. Lo scorso anno infatti la prima sezione della Corte di Appello di Bari ha dichiarato prescritto il reato di associazione mafiosa contestato a Gerardo Cuomo, broker internazionale titolare di una licenza per l’importazione di sigarette, accusato di aver introdotto in Puglia dal Montenegro mille tonnellate al mese di tabacchi, riciclando denaro in Svizzera. I fatti contestati dalla Divisione distrettuale antimafia di Bari si riferiscono alla fine degli anni Novanta.
Per questa vicenda Cuomo ha subito sei gradi di giudizio. Condannato nel 2004, in primo grado, dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Bari a sette anni e quattro mesi per associazione mafiosa, al termine di un processo celebrato con rito abbreviato, è stato poi assolto due volte dai giudici del secondo grado (nel febbraio 2008 e nel gennaio 2011).
In altrettanti processi in Cassazione si è visto annullare con rinvio quelle sentenze. Nel terzo processo d’Appello, i giudici hanno dichiarato la prescrizione. E’ atteso per i prossimi giorni la decisione finale della Cassazione sul risarcimento e sulla restituzione dei beni.

Redazione Cronache della Campania