“Il clan vincente a Secondigliano ha il monopolio nella vendita di cocaina”. Lo hanno spiegato agli investigatori a più riprese i vari collaboratori di giustizia dei clan di Scampia e Secondigliano. Alla Dda è stato anche spiegata la “spaccata” di cocaina: con questo termine viene indicata la quantità di sostanza stupefacente che il clan dei “Girati” o “Vanella Grassi” impone a tutti gli spacciatori di Secondigliano. In base a un vecchio accordo di camorra, spetta alla cosca del momento più forte nel quartiere imporre vendita e prezzi. Chi “sgarra” viene punito con la morte o, in casi meno frequenti, con un avvertimento grave tipo “gambizzazione” o punizioni simili. Della “spaccata” ha parlato il pentito Gianluca Giugliano, come riporta il quotidiano Il Roma in edicola, aggiungendo che gli altri tipi di droga a Secondigliano possono essere smerciati anche da altri clan. Ha raccontato Giugliano: “La spaccata di cocaina, che è il sistema attraverso cui la Vinella Grassi ora impone a tutta Secondigliano, sarebbe l’acquisto delle quantità inferiori al chilogrammo, ed è gestito da un loro affiliato…La cocaina la dà il sistema, ossia la famiglia della ”Vanella Grassi”; mi spiego meglio. La cocaina è soggetta al monopolio del clan vincente a Secondigliano, non può essere portata da altri. L’eroina invece può essere portata da tutti, anche dai nigeriani, per esempio. Se compri cocaina da terzi, si tratta di un fuori mano che porta problemi, nel senso che ti ammazzano. Non so nulla dei traffici di Matuozzo; non so dove si procuri l’eroina. Matuozzo vendeva l’eroina a 33mila euro al chilogrammo. La cocaina va a 42-43mila al chilogrammo. La cocaina la compravamo dal Mennetta e dal Guarino tramite Aruta Luigi, “Pilotino”. Il kobret lo compravamo da africani che si trovano al Villaggio Coppola che venivano direttamente da noi. Era Francesco Barone che si occupava per noi Marino di comperare la droga; io non entravo proprio nel commercio, né mi occupavo dei ragazzi, mi limitavo ad incassare la quota. Io ero in quota solo alle Case Celesti e il guadagno dipendeva dal lavoro, se le forze dell’ordine ci facevano lavorare”.