Ci sono tre medici dell’ospedale San Leonardo di Castellammare indagati con l’accusa di omicidio colposo per la morte del piccolo Salvatore. Il neonato di Torre Annunziata morto domenica sera all’ospedale Monaldi di Napoli sette ore dopo il parto avvenuto nel pomeriggio nella struttura sanitaria stabiese. Il pm Sergio Raimondi della Procura di Torre Annunziata ha già chiesto per rogatoria l’autopsia alla procura di Napoli dove è orto il piccolo. L’inchiesta è partita su denuncia dei genitori del neonato fatta al commissariato di polizia di Torre Annunziata in cui hanno raccontato quanto accaduto nell’ospedale stabiese tra venerdì, giorno del ricovera della mamma,e domenica pomeriggio quando è nato il piccolo. Il papà del neonato ha spiegato nella denuncia: “Abbiamo chiesto se ci fosse un anestesista perché volevamo che venisse praticata l’epidurale mia moglie voleva taglio il cesareo, ma ci è stato detto che non era possibile perché di domenica non c’è l’anestesista. In sala parto il cardiotocografo (lo strumento con due sonde, utilizzato per misurare il battito cardiaco del feto) non funzionava bene. Dopo il parto, ho intravisto che mio figlio non respirava: ho chiesto spiegazioni e i medici mi hanno rassicurato. Poi il trasferimento a Napoli è avvenuto in un’ambulanza che non credo fosse attrezzata per il trasporto infantile”. Ma dall’ospedale stabiese i medici ribattono: “Anche nella fase di travaglio  la signora è stata assistita correttamente. Non è vero che non c’era un anestesista in sala, come denunciano i genitori. Il reparto rispetta la naturalità del parto e della donna, vengono esaudite tutte le richieste riguardo la modalità del parto. Ma il trattamento richiesto, la partoanalgesa (anestesia epidurale per alleviare dolore durante il parto, ), non è in dotazione presso l’ospedale San Leonardo. Anzi, stiamo spingendo e ci stiamo battendo da tempo per avere questo servizio in più da offrire alle partorienti”. Sarà battaglia legale dunque anche perché nel pomeriggio è arrivata una nota dell’Asl Napoli3 Sud che ha cercato di afre ulteriore chiarezza su quanto avvenuto:”La donna  ha partorito domenica alle 14.30. Il travaglio era stato tranquillo, il battito regolare, dagli esami non era emerso nessun elemento di rischio, ma era stata applicata la ventosa. Appena nato, il piccolo ha manifestato una crisi polmonare-respiratoria (sindrome di aspirazione meconio). È stato intubato e ventilato e portato al reparto neonatologia (reparto terapia sub-intensiva) dove gli è stata diagnosticata una asfissia grave. A quel punto è stato disposto il trasferimento al Monaldi, dove è giunto alle 17 ed è stato ricoverato in Rianimazione: lì è emerso un grave danno cerebrale causato dagli scarsi livelli di ossigeno, ma dietro potrebbe celarsi una patologia fetale nascosta”. Ma al di là delle spiegazioni tecnico medico resta il fatto che nel 2016 si muore ancora in sala parto in un ospedale della provincia di Napoli.Dovrà essere l’inchiesta della Procura di Torre Annunziata a chiarire le cause e a punire eventuali colpevoli.

Redazione Cronache della Campania