ESCLUSIVA. Castellammare, il pentito Cavaliere parla dei soldi consegnati agli avvocati

Sta vuotando il sacco su tutto il pentito del clan d’Alessandro di Castellammare, Renato Cavaliere. Le sue dichiarazioni fatte al pm Claudio Siragusa della Dda di Napoli stanno creando preoccupazioni e imbarazzo anche a due avvocati stabiesi. Il retroscena è nelle 90 pagine del verbale depositato agli atti della Corte di Assise d’Appello di Napoli dove si sta celebrando il processo bis per l’omicidio di Gino Tommasino consigliere comunale del pd stabiese, ucciso il 3 febbraio del 2009 dalla stesso Cavaliere che è imputato insieme con Catello Romano. Il collaboratore di giustizia ne parla a margine di un discorso più ampio sulla contabilità del clan e sulle spese sostenute: “… io Belviso Francesco e lo stesso D’Alessandro ci siamo incontrati non a casa sua ma a Scanzano, in una delle case delle cosiddette palazzine dove abitano i D’Alessandro. Non ricordo a casa di chi si è svolto l’incontro. Ricordo che era una casa vuota e penso che si sia trattata della casa di Antonio Schettino. D’Alessandro Vincenzo ci ha chiesto quanti costruttori avevamo e quanti soldi prendevamo ogni mese. Belviso Francesco curava la contabilità ed aveva anche degli appunti scritti ed abbiamo relazionato D’Alessandro sulle entrate e sulle uscite del clan. Tra le uscite c’erano oltre alle spese per i carcerati anche le spese per gli avvocati. Ricordo che all’avvocato (omissis) e all’avvocato (omissis) che difendevano molti dei D’Alessandro, abbiamo consegnato in più soluzioni nel corso del tempo somme di denaro pari a 170.ooo-180.000 euro. Questo denaro veniva consegnato in contanti o anche in assegni che emettevo a me medesimo, secondo le indicazioni che mi dava l’avvocato (omissis), sul conto della (omissis) srl o sul mio conto personale. L’avvocato consegnava gli assegni ad Antonello Oscurato – un affiliato del clan che si occupava di videogiochi – che glieli cambiava e gli dava i soldi in contanti”. Le dichiarazioni di Cavaliere a questo punto vengono coperte dal segreto dell’omissis probabilmente perché su questa delicata questione vi sono delle indagini in corso e il verbale pubblico riprende con la descrizione dell’affiliazione al clan dell’ex studente liceale, oggi buddista, pacifista e studente modello in carcere, Catello Romano.

Redazione Cronache della Campania