Napoli, è guerra aperta contro i Vastarella al rione Sanità

E’ guerra aperta contro i Vastarella alla Sanità:i sicari sono entrati in azione in pieno giorno, tra la gente, in via San Vincenzo, una strada che fa da cerniera tra la zona di Materdei e il corso Amedeo di Savoia, nel cuore di Napoli, verso la Sanita’. L’uomo da colpire era un pregiudicato per reati per droga, ma dal cognome importante negli ambienti della malavita organizzata locale: Vittorio Vastarello, 43 anni, fratello di Giuseppe, ucciso il 22 aprile scorso, in via Fontanelle, poco distante. Raggiunto da uno dei tre proiettili esplosi dai due sicari, che viaggiavano su un motorino, all’arteria femorale, Vittorio Vastarello viene ricoverato all’ospedale dei Pellegrini in condizioni molto gravi. Si tenta un’operazione, ma il 43enne cede e, mentre il cuore batte ancora, l’attivita’ cerebrale cessa e si attende il passare delle ore per dichiararlo deceduto ufficialmente. L’uomo era stato soccorso da alcuni passanti che lo avevano caricato su un’auto, dopo essere stato ferito in strada, mentre era a piedi, intorno alle 12. La polizia nel luogo dell’agguato ha rinvenuto 3 bossoli e due ogive, calibro 9×21, e diverse tracce ematiche. Una missione di morte che segna l’inizio di un nuovo scontro nel vicoli che furono cari a Totò. Il 29 luglio scorso infatti un cugino di Vittorio era rimasto gravemente ferito nel corso di un  clamoroso incidente. Fu falciato da un’auto pirata mentre era in sella al suo scooter riportando numerose fratture. Alcune piste di indagine possibili, tra cui quella di un agguato maturato nell’ambito della guerra in atto nel rione Sanita’ tra gli Esposito-Genidoni e i Vastarella. Lo scontro che ha portato all’omicidio di Giuseppe Vastarella assieme al cognato Salvatore Vigna, 41 anni, ad aprile in un circolo ricreativo. Episodio in cui rimasero feriti, in maniera leggera, altri tre componenti dei Vastarella: Antonio, 24 anni, Dario, trentatreenne, e l’incensurato Alfredo Ciotola, cugini tra di loro. Per quel duplice omicidio, il 9 maggio successivo, la polizia arresto’ 4 persone, ritenute mandanti ed esecutori della tentata strage, e cioe’ Antonio Genidoni, figliastro del defunto boss Pietro Esposito, freddato in un agguato nel novembre 2014, fermato a Milano; la moglie Vincenza Esposito; la madre Addolorata Spina ed Emanuele Esposito, figlio e fratello rispettivamente di Giuseppe e Filippo Esposito, con legami di parentela con gli Esposito della Sanita’, assassinati nella loro autofficina lo scorso 7 maggio, a Marano. Dopo questo duplice omicidio i Vastarella, quelli che rimanevano della “famiglia”, sono stati costretti ad andarsene dal rione Sanita’. Con loro anche Vittorio Vastarello, con il cognome leggermente diverso per un errore di trascrizione all’anagrafe e poco spessore criminale rispetto al padre Raffaele e al fratello Giuseppe, che aveva deciso di sistemarsi al corso Amedeo di Savoia ma finito, oggi, comunque nel mirino dei sicari. Un’altra pista battuta dagli inquirenti e’ quella di una spedizione armata e a scopo intimidatorio, per contrasti sorti nell’ambito del controllo delle piazze di spaccio nella zona.

 

 

Girolamo Serrapica