Il recupero dei quadri di Van Gogh da parte della Guardia di Finanza a Castellammare di Stabia è collegata all’inchiesta che a gennaio scorso ha portato all’arresto dei vertici degli scissionisti di Scampia e alcuni insospettabili, tra cui Raffaele Imperiale 41 anni, detto “lelluccio ‘ o parente”, figlio del noto costruttore stabiese, Ludovico e secondo gli inquirenti oggi il più importante importatore di droga in Europa  direttamente dal centro e Sud America. Imperiale vive la  vita da latitante nascosto negli Emirati Arabi  e dorme in una suite di un albergo extralusso pagando 3500 euro a notte. E’ ricercato dalla polizia di mezzo mondo ed è sfuggito varie volte alla cattura grazie alla sua enorme dispoonibilità economica che gli consente di avere informatori ovunque anche tra le forze dell’ordine estere. Nei confronti di Imperiale vi è  un’ordinanza di custodia cautelare firmata dalla Dda di Napoli nel gennaio scorsoquando grazie ad alcuni pentiti furono arrestati 10 persone del cartello di Secondigliano degli “scissionisti”- “Lelluccio ‘o parente” era l’undicesimo ma risuscì a sfuggire alla cattura. Qualche settimana dopo però all’aeroporto di Dubai fu arrestato il suo braccio destro, Gaetano Schettino (altro stabiese che da anni viveva a Theiran in Iran) considerato un vero e proprio “mago” del traffico internazionale di droga ed esperto in informatico. A capo della holding c’era proprio Raffaele Imperiale che con il braccio destro Mario Cerrone del rione Traiano gestiva un traffico per fiumi di cocaina. La maxi operazione, coordinata dalla Dda, fu il frutto di quattro anni d’indagine dei poliziotti della sezione “Narcotici” della Squadra mobile della Questura di Napoli, dello Sco e del Gico della Guardia di Finanza di Napoli. Secondo il pentito Carmine Cerrato detto “Takendò”, in rapporti d’affari per il traffico di cocaina con i Mammoliti, gruppo con origini calabresi e basi solide a Milano grazie alla “’ndrangheta”,  ogni carico di droga che arriva dall’estero frutta, una volta rivenduto in Italia, tra i cinque e i sei milioni di euro. Gestito appunto dal gruppo Imperiale-Cerrone con l’altro stabiese Schettino a fare da broker. Un business che spiega la ferocia delle tre faide susseguitesi tra gli “scissionisti”, ora divisi da un punto di vita economico, e i Di Lauro. A capo della struttura c’erano “Lello” Imperiale e Mario Cerrone, i quali avevano stretto rapporti d’affari nel corso degli anni con tutti i vertici degli Amato-Pagano contribuendo alla guerra vinta con i Di Lauro nel 2004-2005: Raffaele Amato, Cesare Pagano, Carmine Amato, Mario Riccio detto “Mariano”. L’organizzazione Imperiale-Cerrone era in contatto con cartelli di narcos sudamericani, oltre che spagnoli e olandesi, dai quali importavano ingenti quantità di cocaina, circa 4mila chilogrammi all’anno, che immettevano poi sul mercato. Ha raccontato il pemtito Cerrato: “…Il prezzo di partenza della cocaina era di 19/20mila euro al chilo, comprese le spese di trasporto, e veniva rivenduta a un prezzo compreso tra i 39 e i 42mila euro al chilo. La differenza sul prezzo era il guadagno. Di ciò mi ha parlato Cesare Pagano. Il traffico internazionale di cocaina era gestito da un gruppo di soci, così composto: Raffaele Imperiale, Mario Cerrone, Cesare Pagano, Elio Amato, Raffaele Amato il grande, zia Rosaria per conto dei figli mentre prima era socio il marito Pietro Amato. Quindi la società è nata prima della morte di Pietro, quando erano tutti affiliati al clan Di Lauro. Ma di nascosto da Paolo Di Lauro, rifornivano di cocaina una famiglia malavitosa calabrese che opera a Milano, che si chiama Mammoliti… Non so quanto guadagnassero i soci a testa. Per certo posso dire che una volta mio cognato Cesare Pagano disse che per ogni carico ogni quota era di cinque-sei milioni di euro. Nel 2006 e nel 2008 ci sono stati due carichi di cocaina, partiti dalla Colombia e arrivati a Napoli attraverso l’Africa. Ognuno bastava a soddisfare le esigenze del mercato per circa sei-sette mesi. Prima della cattura di mio cognato, il clan rimase senza droga e attraverso Imperiale e Mario (Cerrone, ndr) abbiamo caricato cocaina dalla Spagna. In questo caso, si trattava di “carico indiretto”, nel senso che noi rispondevamo soltanto del trasporto, per cui il prezzo era più alto e la quantità minore”.

Anche il premier Matteo Renzi ha espresso soddisfazione e si è congratulato per l’operazione che ha consentito il recupero delle tele di Van Gogh trafugate ad Amsterdam e ritrovate dalla Guardia di Finanza nelle mani della camorra a Castellammare di Stabia. Secondo quanto riferiscono fonti della presidenza del Consiglio, Renzi ne ha parlato, prima della cerimonia funebre di Shimon Peres, al premier olandese Mark Rutte. Entrambi i capi di governo sono in Israele per le esequie dello statista.

(nella foto dell’Interpol, Raffaele Imperiale)

Redazione Cronache della Campania