Ecco come la banda di Casoria e del clan Contini truffava gli anziani al Nord. NOMI E FOTO DEGLI ARRESTATI

Alla fine l’avvocato Molinari e il maresciallo Primo sono stati arrestati. Personaggi di una criminale commedia dell’arte, erano interpretati dai componenti di una banda di truffatori ‘professionisti’ di anziani, con base a Napoli e attiva in tutta Italia con i trasfertisti, scardinata all’alba dall’operazione ‘Avvoltoio’ dei Carabinieri di Bologna. L’indagine, coordinata dal Pm Marco Forte, ha portato ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip Ines Rigoli per nove persone, quattro in carcere e cinque ai domiciliari, per associazione a delinquere: 43 i raggiri contestati, tra riusciti e tentati in varie regioni, tra gennaio e giugno di quest’anno. Dodici inoltre gli indagati, nei confronti dei quali sono scattate perquisizioni. La truffa aveva una fase preparatoria, curata da un ‘call center’ che da Napoli consultava siti web come ‘Pagine bianche’ per individuare le potenziali vittime, mentre complici sul territorio raccoglievano informazioni. Dopo aver scelto i bersagli, anziani spesso soli, a volte disabili, partivano le telefonate. Il canovaccio era consolidato, con piccole variazioni e una buona capacità di improvvisazione: un falso avvocato riferiva che un figlio o un nipote dell’anziano era rimasto coinvolto in un incidente stradale, con l’auto priva di copertura assicurativa. Per evitare che il mezzo fosse trattenuto in caserma, serviva una cauzione liberatoria. A conferma della versione veniva passato al telefono un finto maresciallo dei carabinieri: di lì a poco, veniva detto, sarebbe arrivato un collaboratore dello studio del legale a ritirare denaro o oggetti preziosi, quello che l’anziano aveva in casa. Quando il ‘colpo’ riusciva, la vittima consegnava le somme richieste, nell’ordine dei mille euro. La chiave del successo risiedeva nella fiducia che riuscivano a carpire. A volte gli anziani venivano blanditi, e finivano addirittura per ringraziare gli interlocutori telefonici. Altre volte intimiditi: “Non vuole pagare, vuole che suo figlio resti in caserma?”. Le indagini hanno avuto un’accelerazione dopo l’arresto di due ‘collaboratori’, sorpresi in flagranza a Bologna ad aprile. Sono proseguite, anche con intercettazioni, e hanno individuato una batteria riconducibile al clan ‘Marsicano-Esposito’ di Casoria, un’organizzazione che sarebbe collegata al clan ‘Contini’ di Napoli, a cui veniva versata una tangente, ‘o carosiello’ nei dialoghi ascoltati, per poter operare. Le truffe, è emerso, erano di fatto un’attività familiare, portate avanti con compiti e ruoli specifici da mariti, mogli, madri e figli. Bologna, da circa un anno, è una delle province più colpite a livello nazionale. Il procuratore Giuseppe Amato ha sottolineato anche per questo l’importanza del risultato ottenuto “contro un fenomeno criminale che provoca danni non solo economici, ma anche morali”, e ha evidenziato l’importanza della prevenzione attivata dall’Arma, con momenti formativi anche dai pulpiti delle chiese. Negli scorsi mesi anche il procuratore aggiunto Valter Giovannini aveva rivolto un appello sull’argomento, notandone l’escalation. In Italia le truffe agli anziani hanno avuto un aumento sensibile negli ultimi tre anni, facendo registrare il picco nel 2015 con oltre 15.000 casi accertati ai danni di over 65. Le forze dell’ordine sono quindi in prima linea e anche la Polizia di Stato ha avviato una nuova campagna informativa “Non siete soli #chiamateci sempre” lanciata all’inizio dell’estate.

Gli episodi contestati sono stati commessi a Bologna e provincia, Ferrara, Modena, Mantova, Piacenza, Parma, Padova, Milano, Firenze, Forlì, Ravenna, La Spezia, Roma, Napoli, Chieti, Foggia, Avezzano, Cosenza, Castrovillari e Catanzaro. Indagini sono in corso anche su altri raggiri. In carcere sono finiti Michele Esposito, 28 anni, Salvatore Esposito detto ‘Totore’, 39, Salvatore Esposito detto ‘Totoriello’, 32, Giovanni Scudiero, 41; ai domiciliari, Davide Coppola, 28, Mario Licoli, 31, Gennaro Esposito, 19 e Michele Marsicano, 29.

 Le truffe agli anziani hanno avuto un sensibile aumento negli ultimi 3 anni, facendo registrare il picco nel 2015 con oltre 15.000 casi accertati di raggiri ai danni di over 65. Nel 2013 erano stati denunciati 13.762 casi, nel 2014 sono stati 14.461, arrivati a 15.909 nel 2015. Numeri che potrebbero essere rivisti al rialzo se si considera l’effetto vergogna, dopo aver subito una truffa, che spinge a non denunciare. Tra le regioni piu’ colpite risultano la Lombardia, la Campania ed il Lazio. Per questo la Polizia ha avviato una nuova campagna informativa “Non siete soli #chiamateci sempre” lanciata all’inizio dell’estate, stagione a forte rischio per questo tipo di reati. Il messaggio rivolto agli anziani è semplice e preciso: diffidate degli estranei e chiamate la Polizia. La casistica delle truffe e’ infinita e i criminali ne escogitano sempre di nuove. Tra le truffe piu’ ricorrenti ci sono quelle in casa che iniziano sempre con una scusa per entrare: controllo del gas, lettura della luce, consegna di un pacco o, addirittura, finti appartenenti alle forze dell’ordine. In strada, invece, gli anziani vengono avvicinati in prossimita’ delle banche o degli uffici postali dopo aver ritirato denaro oppure vicino casa da sconosciuti che si fingono conoscenti di vecchia data, i quali, con modi gentili, si fanno invitare a casa per svuotarla dei preziosi. Una terza tipologia e’ la telefonata di un falso parente o di un falso amico di un famigliare che richiede soldi preannunciando l’arrivo di un incaricato per il ritiro.

Redazione Cronache della Campania