“E adesso prepariamoci al peggio”: dopo l’agguato di ieri al rione Sanità gli investigatori sono convinti che la scia di sangue lasciata ieri in via San Vincenzo si allungherà e di molto come era successo da aprile in poi dopo la strage delle Fontanelle. Il ferimento del pregiudicato Vincenzo Lausi avvenuto questa notte in un bar del rione ne è l’immediata conferma. La morte cerebrale di Vittorio Vastrello sarà sicuramente vendicata ed anche in tempi brevi. Il clan dominante nel rione Sanità non intende cedere il passo e per questo che da ieri gli investigatori hanno concentrato le loro attenzioni su tutto il centro storico di Napoli. I sicari sono entrati in azione poco dopo le 12,30: Vittorio Vastarello (figlio di Raffarele detto “auciello” arrestato a settembre del 2014 e nipote del ras Patrizio) esce di casa al corso Amedeo di Savoia e si incammina verso il suo quartiere. E ‘ un percorso che fa abitualmente da tre mesi , da quando cioè è stato rimesso in libertà dagli arresti domiciliari per spaccio di droga. Riesce a fare pochi metri a piedi lungo via san Vincenzo ed ecco apparire i messaggeri di morte. Su una moto di grossa cilindrata ci sono due persone , quella seduta sul sellino posteriore impugna una pistola e comincia a sparare al suo indirizzo. Vittorio Vastarello viene colpito dai proiettili. Tre lo raggiungono ad un fianco e alle gambe. Vittorio Vastarello è ferito, ma ancora trova la forza di tentare un’estrema via di fuga. Corre, sanguinante, verso un portone: è il cortile d’ingresso ad un palazzone storico al civico 37 di via San Vincenzo. Ma le forze ormai lo stanno abbandonando, e così cede: cade in terra ed è lì che il maldestro sicario sbaglia per l’ennesima volta la mira: tenta di portargli il colpo di grazia alla testa e invece colpisce la coscia. Ferita comunque devastante, che gli perfora l’arteria femorale. Il commando fugge e la vittima viene portata al Vecchio Pellegrini dove dopo qualche ora nonostante i vani tentativi dei medici di strapparlo alla morte viene dichiarato “clinicamente morto” perché ha perso molto sangue. Scattano le indagini, il rione sanità viene praticamente isolato dalle forze dell’ordine per alcune ore. Controlli a tappeto, Viene fuori che Vitotrioe Vastarello era stato già avvertito. Fu lui il 29 giugno scorso ad essere investito da un’auto pirata mentre camminava a piedi sempre lungo via San Vincenzo. Ma nonostante ciò, dopo essersi ripreso dalle ferite riportate, aveva continuato normalmente a fare la stessa vita. Si sentiva sicuto nel suo quarteiere e invece ieri mattina i sicari sono entrati in azione. Gli investigatori ritengono che l’agguato sia stato organizzato dalle nuove leve dei clan che nei mesi scorsi sono stati cacciati dal rione proprio dai Vastarella. Ma la sentenza di morte potrebbe essere arrivata come vendetta per l’omicidio di Raffaele Cepparulo, il boss dei barbudos ucciso a Ponticelli a giugno; potrebbe esserci un collegamento con il duplice omicidio di Materdei del 3 agosto, quando in vico Nocelle furono ammazzati Salvatore Esposito, boss del Cavone, e Ciro Marfè, ritenuto legato ai Sequino, gruppo attivo alla Sanità e in lotta coi Vastarella; potrebbe, infine, essere il secondo atto di quella strage delle Fontanelle dell’aprile scorso, quando un commando fece fuoco in un circolo ricreativo uccidendo Salvatore Vigna e Giuseppe Vastarella, legati al clan Vastarella, e ferì altre tre persone. Diversi scenari, ma tutti con un comune denominatore: le guerre di camorra al centro di Napoli.

 

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