Il magic moment di Ciro Immobile: la Lazio, prossima avversaria del Napoli, è passata da “Re Miro“ a “Re Ciro“

Da Re Miro a Re Ciro il passo è breve. Cambia una lettera e qualche dettaglio: uno tedesco di origine polacca, l’altro di Torre Annunziata, uno glaciale l’altro solare. Ma entrambi con lo stesso istinto del gol: perso Klose, oggi l’idolo dei laziali è sempre più Ciro Immobile. Era arrivato a Roma da scommessa, la Lazio ha puntato forte su di lui, acquistando il suo cartellino in via definitiva dal Siviglia per circa 10 milioni. E l’ex granata ha subito ripagato la fiducia, dopo 11 giornate ha già messo a segno 9 gol, a una sola lunghezza dal romanista Dzeko in classifica marcatori. Una media migliore di quando al Torino di Ventura nel 2013/14 si laureò capocannoniere con 22 gol. E finora naviga a ritmi quasi raddoppiati rispetto agli inizi di stagione del tedesco: a fine ottobre, Miro aveva segnato 6 reti nella sua prima stagione, 5 nella seconda, 3 nella terza, solo una nella quarta ed era ancora a secco nell’ultima giocata lo scorso anno. “Penso solo a segnare”, continua a ripetere Re Ciro, che a Roma ha trovato la sua nuova dimensione con la compagna di vita, Jessica Melena. I due pubblicano spesso video in cui non passa inosservata la passione di Ciro per i videogiochi. Ma in campo il virtuale ha ceduto il passo alla realtà dei fatti. A suon di reti ha riconquistato anche l’azzurro con Ventura ct. Gol pesanti, alcuni apparentemente facili come quello segnato al Sassuolo ieri, altri di straordinaria bellezza come quello in acrobazia realizzato a Torino. Una continuità che vede Immobile a segno da ben cinque partite consecutive. In campo passa gran parte del suo tempo in movimento: “Non sono un attaccante che aspetta che gli arrivi il pallone”, ripete. “Ciro sta facendo bene, ma al di là dei gol da sempre grandissima disponibilità, per questo non mi sorprendono le sue 9 reti”, ha confessato domenica Simone Inzaghi. Con lui Immobile è rinato, alla pari di Keita e Anderson con i quali costituisce un terzetto da sogno: “Tridente, vittoria”, ha scritto il senegalese oggi su Instagram. Immobile ha legato con tutti nello spogliatoio, in particolare con gli azzurri e i senatori, oltre che con i giovani che – nonostante i suoi 26 anni – sprona già da veterano. Qualcuno lo ha ribattezzato ‘Ciroslav’, designandolo a degno erede di Klose: “Non penso al passato, niente paragoni: io sono Immobile…”, ha detto la settimana scorsa con l’umiltà che da sempre lo contraddistingue. Tra i tifosi però è già Ciro-mania e come cantavano con Re Miro, la speranza è che la magia si ripeta ogni domenica. Ripartendo da quel Napoli che Immobile non ha mai tifato nonostante i suoi natali sotto il Vesuvio. Perché poi cambia davvero solo una lettera, anche in quel famoso slogan che sta per essere rispolverato dopo l’addio del tedesco: “Palla a Ciro e s’abbracciamo”.

Redazione Cronache della Campania