Camorra, resta in carcere il baby killer che uccise il ras delle Chianche, Mario Mazzanti

Una nuova ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Francesco V, lo spietato baby killer dei Quartrieri Spagnoli, accusato di essere l’assassino del ras delle Chianche, Mario Mazzanti, ha evitato la sua clamorosa scarcerazione. La nuova ordinanza di custodia cautelare per il reato di omicidio è stata notificata in carcere al giovane indagato, in cella per un altro reato e di recente condannato in appello per una stesa avvenuta il 26 gennaio del 2014 in zona Vasto. In quella occasione l’allora 15enne ferì per errore Graziano Urzini, vittima di un agguato diretto a Mattia Campanile, ritenuto dal clan Giuliano- Sibillo l’accoltellatore di Alessio Vigorito, vicino alla malavita di Forcella. La sparatoria avvenne in piazzetta Volturno e le indagini della polizia portarono al minorenne dei Quartieri Spagnoli. Il mese scorso gli fu notificato nel carcere di Catania un’ordinanza di custodia cautelare per l’omicidio di Mario Mazzanti avvenuto il 3 maggio 2015 in vico Lungo San Matteo. Ma grazie ai suoi avvocati Domenico Dello Iacono e Roberto Saccomanno, aveva ottenuto la scarcerazione a fine ottobre perché in occasione dell’interrogatorio di garanzia fu omessa la notifica ai genitori del ragazzo. Ieri la nuova misura di arresto.

“Lui mi disse: ti svito la testa…. Poi arrivai e sparai…Sì, sì, ho sparato a Mario”. Ecco le tre frasi, registrate da una microspia nell’istituto di pena minorile di Caltanissetta, che reggono l’accusa di omicidio nei confronti di Francesco V., 17enne pericoloso baby killer dei Quartieri con amicizie tra i Giuliano-Sibillo. Dal carcere mandava “pizzini” ai “fratelli” che stavano fuori, quelli del clan Sibillo perchè come scriveva voleva prendersi i Quartieri Spagnoli. Scriveva: “Li dobbiamo uccidere appena esco…Non hanno capito che ci pigliamo i Quartieri per sport, perché siamo troppo superiori a loro che non possono neanche pensare, appena vengono un’altra volta, abboffateli di botte questi… noi siamo nati per vincere”. Il Gip nell’ordinanza di custodia cautelare nel ricostruire il colloquio tra Francesco V. e i tre congiunti. F. scrive: “Io andai avanti (e incrocia le mani come per indicare che sotto aveva la pistola), lui mi disse io ti svito la testa (frase accompagnata dalla gestualità), poi l’avvicinai e sparai… Francesco racconta, mima e labializza quanto segue: no togli la pistola, togli la pistola, non farlo salire e loro stavano con i motorini….Poi io corsi e sparai, il proiettile entrò dalla scapola e uscì dal cuore (Francesco con la mano destra si tocca la scapola sinistra passando il suo braccio estro sotto a quello sinistro per arrivare a toccarsi dietro alla scapola e poi tocca due volte il cuore). Poi Giovanni se n’è andato e l’ho visto traballare”.

(nella foto il luogo dell’omicidio e nel riquadro la vittima Mario Mazzanti)