Il 2016 ha fatto registrare 65 omicidi tra Napoli e provincia. Dieci in meno rispetto a quelli dello scorso anno, ma con un aumento dei delitti di stampo camorristico: 35 in totale, tra i quali 5 duplici omicidi. Non poche le inchieste eccellenti, ma anche i casi di cronaca che hanno scosso l’opinione pubblica. L’anno inizia con una cattura eccellente: il 13 gennaio viene preso a Nizza Antonio Lo Russo, figlio di Salvatore, boss dei ‘capitoni’, che a novembre ha scelto come il padre la strada del pentimento. Il 26 gennaio bufera nel mondo del calcio: sequestrati dalla Procura di Napoli 12 milioni di euro per evasione fiscale, e inchiesta nella quale sono coinvolte tutte le squadre di serie A. Il 1 febbraio, dramma a Pozzuoli: Carla Caiazzo, incinta all’ottavo mese, viene data alle fiamme dal suo ex compagno Paolo Pietropaolo per gelosia; il 23 novembre l’uomo e’ stato condannato a 18 anni di reclusione, ma Carla affronta un’operazione dopo l’altra per sorridere alla sua bambina salvata dai medici. Il 12 febbraio, a 30 anni dalla strage del bar Sayonara a Ponticelli nella quale persero la vita quattro persone innocenti, la Corte d’Assise di Napoli ha inflitto 11 ergastoli per i boss del clan Sarno. Il 15 febbraio, per far fronte alla crescente emergenza criminalita’, il ministro Angelo Alfano invia a Napoli 250 uomini dell’Esercito. Il 28 febbraio la polizia trova il corpo di Vincenzo Ammendola, il 18enne scomparso 20 giorni prima nel quartiere Ponticelli. Era stato ucciso con due colpi di pistola e sotterrato. Per quell’omicidio viene arrestato e poi scarcerato il figlio del capoclan del quartiere. Il primo marzo a Casavatore bufera politica per voto di scambio: il sindaco e il suo avversario indagati con altre 13 persone, sarebbero stati appoggiati dai clan per essere eletti in Consiglio. Il 2 marzo il pentito Salvatore Lo Russo viene condannato a tre anni e sei mesi per calunnia nei confronti dell’ex capo della Squadra Mobile Vittorio Pisani da lui descritto come persona che faceva favori ai clan, accusa dalla quale il poliziotto e’ stato assolto in via definitiva. Il 5 marzo, Luigi Cimmino, capoclan del Vomero viene arrestato a Venezia. Era ricercato per camorra ed estorsione. Il 10 marzo e’ un giorno importante per l’Antimafia partenopea. Il boss latitante Pasquale Scotti, vecchio capo della Nco e latitante per oltre trent’anni, viene estradato in Italia dopo l’arresto in Brasile. A maggio ha scelto di iniziare a collaborare con lo Stato.

 Il 16 marzo si suicida in carcere Giulio Murolo; a maggio del 2015 si era affacciato dalla finestra della sua abitazione nel quartiere di Secondigliano e aveva ucciso cinque persone per un banale litigio con il fratello. Il 7 aprile viene indagato per concussione e pressioni per convincere alle dimissioni i commissari di tre Asl il braccio destro del presidente della Campania Vincenzo De Luca, Enrico Coscioni. Il gip per lui ha chiuso le indagini a novembre. Il 14 aprile la corte di Cassazione condanna definitivamente all’ergastolo Salvatore Baldassarre, il killer che a marzo del 2015 uccise, scambiandolo per un affiliato al clan avversario, l’innocente Lino Romano. Il 20 aprile il Tribunale di Minori di Napoli toglie i figli al boss della Vanella Grassi del quartiere di Scampia e lui organizza una vendetta: trenta colpi di pistola contro la caserma dei carabinieri. Il 21 aprile il Tribunale di Napoli condanna a 4 anni e 4 mesi per omicidio colposo il carabiniere che nel corso di un inseguimento ha ucciso il 15enne Davide Bifolco nel rione Traiano. Il 7 maggio la camorra si mostra nella sua totale spietatezza. Due killer entrano in un’officina a Marano e uccidono Filippo e Giuseppe Esposito, incensurati e innocenti. Sono i fratellastri di Emanuele Esposito, arrestato per il duplice omicidio di esponenti del clan Vastarella nel rione Fontanelle. Il 28 aprile i carabinieri arrestano Raimondo Caputo, ora sotto processo per aver violentato e ucciso Fortuna Loffredo, la bimba di 6 anni trovata senza vita al parco Verde di Caivano il 24 giugno 2014. Il 10 maggio la paura arriva negli uffici della Procura di Napoli. Un pentito della mafia pugliese racconta che la Sacra Corona Unita vuole uccidere il procuratore di Napoli, Giovanni Colangelo, e che era arrivato a Napoli un carico di tritolo. Il 15 giugno la cosiddetta ‘paranza dei bambini’ di Forcella sotto processo: 44 condanne per oltre tre secoli di carcere. Ci sono tutti i nipoti dei vecchi capiclan dei Giuliano. Il 20 giugno terremoto nella camorra dell’area nord di Napoli: si pente il boss Mario Lo Russo, e dopo di lui il fratello Carlo e il nipote Antonio. Il 29 giugno scoppia il caso ‘Rifiutopoli’ per le discariche non sanate nel corso dell’emergenza rifiuti. La Corte dei Conti chiede i danni ai sindaci per oltre 30 milioni di euro. Il 6 luglio viene condannato a tre anni Giancarlo Naso, il macchinista della Circumvesuviana che nel 2010 imbocco’ una curva ad alta velocita’ e nel deragliamento del treno che guidava persero la vita due persone. 

 Il 7 luglio si pente il boss dei Quartieri Spagnoli Marco Mariano. Il 14 luglio, ad un anno esatto dalla tragedia, il dj Aniello Mormile e’ condannato a venti anni per aver ucciso la fidanzata e un panettiere andando contromano in Tangenziale. Il 13 settembre, dramma a Mugnano: si uccide in casa Tiziana Cantone, la 31enne che aveva girato dei video hot finiti in rete e diventati virali. Sono indagati cinque suoi amici per la diffusione di quelle immagini, e un altro fascicolo e’ aperto per istigazione al suicidio. Il 30 settembre vengono ritrovati dalla Finanza due quadri di Vincent Van Gogh scoperti in un casolare di un affiliato al clan Amato-Pagano; erano stati rubatio in un mueso in Olanda. L’8 novembre condannato a 30 anni di carcere Nunzio Annunziata, compagno di Enza Avito, donna uccisa in strada a Terzigno per gelosia. Il 17 novembre viene invece condannato per associazione camorristica a nove anni l’ex parlamentare Nicola Cosentino. Lo stesso giorno scoppia un nuovo caso De Luca. Il presidente della Campania viene iscritto nel registro degli indagati per induzione al voto di scambio. Il 24 novembre la Procura indaga sulle aziende dell’imprenditore Alfredo Romeo, per ipotesi di corruzione e concussione. Una parte dell’inchiesta migra a Roma perche’ risultano iscritti nel registro degli indagati anche il generale dei carabinieri Tullio Del Sette e il ministro Luca Lotti. Il 28 novembre viene brutalmente ucciso a Chiaia l’ingegnere Vittorio Materazzo. Per l’omicidio e’ indagato il fratello Luca, in fuga dal nove dicembre. 

Redazione Cronache della Campania