Camorra al rione Traiano: “Ti sparo in faccia, sono il figlio di Puccinelli e ti levo dalla faccia della terra”, la minaccia del boss al carabiniere

Era Francesco Petrone ‘o nano, a gestire per conto del clan tutto il traffico di droga. Il figlio del boss Salvatore Puccinelli “Straccetta”, che dagli arresti domiciliari in provincia di  Pescara da alcuni anni continua a tenere in mano le fila della potente cosca del rione Traiano, aveva diviso il clan in quattro sottogruppi. Il fatto di essere il figlio del boss aveva indotto ‘o nano ad assumere atteggiamenti da padrino anche nei confronti delle forze dell’ordine. Arriva fino alle minacce di morte nei confronti di un maresciallo dei carabinieri: “…ti voglio sparare in faccia, io ti sparo due botte in faccia hai cupito, questa è una guerra tra me e te, ti devo uccidere perché tu ce l’hai con la famiglia mia, vieni sempre qua a scavare ma non hai capito che non trovi niente, mi hai mandato a dire da Luca del V distretto che mi devi arrestare ma io ti sparo in faccia, sono il figlio di Puccinelli e ti levo dalla faccia della terra”. Era il 5 maggio del 2015 quando i carabinieri fecero irruzione in via Orazio Coclite a casa di Petrone che per tutta risposta usò parole pesantissime nei confronti del sotto ufficiale che annotò tutto in una relazione di servizio. Ma prima ancora sempre il “nano” e sempre allo stesso maresciallo dopo l’ennesimo blitz con il quale erano stati smantellati i “bunker” del clan si rivolge con aggressività: “sei venuto alle 5 di notte nella mia piazza ed hai scassato tutto mentre di fronte spacciavano!”. Minaccia  poi reiterata anche da Ciro Puccinelli e  Salvatore Petrone sempre insieme al Francesco ‘o nano: “la famiglia Puccinelli fa la malavita e noi non cantiamo a nessuno, facciamo la droga ma voi venite sempre da noi e non andate a controllare gli altri!”.

Redazione Cronache della Campania