Il pentito: “Ecco come i Cutolo e i Puccinelli si sono divisi le 14 piazze di spaccio del rione Traiano”

Emilio Quindici, ex killer del clan Di Biasi, i “Faiano” dei Quartieri Spagnoli poi passato al clan Puccinielli del rione Traiano, diventato collaboratore di giustizia da alcuni anni ha raccontato agli investigatori la divisione delle 14 piazze di spaccio del Rione Traiano. Cosa questa che ha fatto diventare nell’ultimo anno soprattutto la zona Ovest di Napoli una vera e propria polveriera e dove gli introiti della droga fanno gola ai clan in lotta. Il rione Traiano per la sua vastità ha in un certo modo scavalcato Scampia nella vendita di sostanze stupefacenti. In un verbale datato 19 giugno 2015 e allegato all’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Roberta Zinno e che ha portato in carcere Vincenzo Cutolo, Candida Cutolo (entrambi figli del boss Salvatore “borotalco”, attualmente in carcere), e il loro guardaspalle Bruno Annunziata detto Bruno ‘o nano mentre il ras Genny Carra, marito di Candida Cutolo si è dato alla latitanza, il pentito parla  della gestione delle piazze di spaccio del Rione Traiano e della Loggetta. “.. in primo luogo vi dico che tali quartieri sono divisi ‘camorristicamente’ tra due clan: il clan Puccinelli (di cui facevo parte io) e il clan Cutolo. Preciso ancora che gli accordi camorristici prevedevano e prevedono che tali clan riforniscano di droga (cocaina e crak) le numerose piazze di spaccio dislocate in tale zona nel senso che i singoli gestori di tali piazze sono obbligati a rifornirsi dai menzionati clan”. Poi Quindici spiega nel dettaglio la divisione delle 14 piazze di spaccio tra i due clan.

LE PIAZZE DI SPACCIO DEL CLAN CUTOLO

“…II clan Cutolo riforniva le seguenti piazze di spaccio:
1) La piazza di via Tertulliano gestita da Ivone Giuseppe, detto Peppuccio e Papele e dal fratello Carmine un musicista (che suona nei matrimoni);
2) la piazza di via Tertulliano (nel palazzo accanto a quella di Ivone gestita da o’ cafone;
3) la piazza di via Tertulliano gestita da una persona di cui non ricordo il nome ma ricordo il soprannome che è “o’ ciculillo” più il figlio della “Pisa” che sarebbe una donna di cui non ricordo nome come non ricordo il nome nemmeno del giovane figlio della “Pisa”. Sono però in grado di riconoscere tutti i soggeui sopra indicati qualora mi venissero mostrati in foto:
4) la piazza di via Terrulliano, nel palazzo accanto al figlio della ”Pisa”, gestito anche in questo caso da un giovane di cui non ricordo il nome ma sarei in grado di riconoscerlo in foto;
5) la piazza di via Tertulliano gestita da Arturo Equabile con il fratello Gianni;
6) la piazza di via Tertulliano gestita da Perrella Giovannone;
7) l’atra piazza di spaccio denominata “quarantaquattro” gestita da tale o’ chiattone di cui non ricordo il nome ma sarei in grado di riconoscerlo in foto. Questi spaccia esclusivamente erba detta “amnesia”, che sarebbe una qualità di erba sintetica
LE PIAZZE DI SPACCIO DEI PUCCINELLI
1) la piazza di spaccio di via Tertulliano gestita da Perrone Salvatore figlio del “nano”, altro ragazzo soprannominato ”o nipote di ciculillo” di cui non ricordo il nome ma sarei in grado di riconoscerlo in foto e soprannominato “zio Raf” anche in questo caso sarei in grado di riconoscerlo in foto e di indicare il luogo dove abita;
2) la piazza di via Tertulliano gestita da Pulcmella “cirotto” e tale Genni ( cognato di “cirotto”) nonché tale ‘Agnulella’ Giovanni
3) la piazza di via Tertulliano gestila da ‘o Russo di cui non ricordo il nome ma sono in grado di indicarvi il luogo dove abita e di riconoscerlo in foto
4) la piazza di spaccio di via CATONE gestita da “Titina e Mariella”  di cui non ricordo il cognome ma sarei in grado di riconoscerla in foto
5) la piazza di spaccio di erba di via CATONE gestita da Lino Di Napoli e da sua suocera Patrizia;
6) la piazza di spaccio di “fumo” di via CATONE gestita DI NAPOLI Nellino insieme al cognato di cui non ricordo il nome ma sarei in grado di riconoscerlo in foto;
7) la piazza di spaccio di erba in viaa Tertulliano. in mezzo ai giardinetti, gestita dai nipoti del “papele” di cui non ricordo i nomi ma sarei in grado di riconoscerli in foto.