I familiari delle 32 vittime della strage di Viareggio in attesa della sentenza al processo a Lucca, 31 gennaio 2017.ANSA/RICCARDO DALLE LUCHE

Disastro ferroviario e strage di Viareggio: condannati 23 imputati a complessivi 141 anni di reclusione, condanna a sette anni per gli ex ad di Fs e Rfi Mauro Moretti ed Michele Mario Elia. Si è concluso oggi il processo per la strage di Viareggio in cui persero la vita 32 persone nel giugno del 2009. Per i 33 imputati, come persone fisiche, e 9 società, le accuse erano a vario titolo di disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo, incendio colposo e lesioni colpose. Pesantissime condanne ma anche dieci le assoluzioni disposte dai giudici del Tribunale di Lucca. Sanzioni da 700.000 euro a Rfi e Trenitalia 480.000 euro per società Gruppo Gatx. Una sanzione da 700.000 euro ciascuna per Rfi e Trenitalia e di 480.000 ciascuna per le società Gatx Rail Austria, Gatx Rail Germania, Officina Jugenthal Waggon è tra le condanne pronunciate oggi dal tribunale di Lucca per la strage alla stazione ferroviaria di Viareggio. Alle stesse società, per le quali è stata riconosciuta la responsabilità dell’illecito amministrativo, applicata anche la sanzione interdittiva per un periodo di tre mesi.

I giudici del tribunale di Lucca hanno assolto 10 dei 33 imputati per non aver commesso il fatto che sono Andreas Barth dell’Officina Jungenthal di Hannover, Andreas Carlsson, sempre della Jungenthal di Hannover, Joachim Lehmann, supervisore esterno della Jungenthal, Massimo Vighini, Calogero Di Venuta, responsabile della Direzione compartimentale di Firenze Movimento Infrastrutture, Giuseppe Farneti, sindaco revisore di Fs prima e poi di Italferr, Gilberto Galloni, ad di Fs Logistica, Angelo Pezzati, predecessore di Di Venuta, Stefano Rossi e Mario Testa. Assolto anche Moretti dai reati a lui ascritti come ad di Ferrovie e Vincenzo Soprano, limitatamente ai reati ascritti come ex dirigente di Fs. Esclusa la responsabilità per illecito amministrativo anche di Ferrovie dello Stato Spa, di Fs Logistica, di Cima Riparazione.

Nella strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009, morirono 32 persone, tra cui bambini. I familiari delle vittime sono arrivati in corteo al Polo fieristico, dove si svolgeva il processo. ‘Viareggio 29-6-2009 niente sarà più come prima’ è lo striscione con le foto di tutte le vittime che ha aperto il corteo silenzioso. Con loro anche una rappresentanza dei macchinisti delle Ferrovie, una bandiera del gruppo delle ‘Tartarughe lente’, alcuni rappresentanti dei No Tav. Chiudevano il corteo alcuni gonfaloni tra cui quello della Regione Toscana.

Moretti, hanno spiegato i suoi avvocati, è stato assolto come ad delle Ferrovie, ma condannato in qualità di ex amministratore delegato di Rfi. “Scandaloso l’esito del processo, e la sentenza trasuda populismo” ha aggiunto il legale. Tra le società ‘imputate’, assolte Ferrovie dello Stato e Fs Logistica, condannate Rfi e Trenitalia. I parenti delle vittime commenteranno domani la decisione dei giudici. Dopo la lettura della sentenza, in Borsa Leonardo ha perso il 3,4%.  Un breve applauso ha salutato, dopo qualche minuto dalla lettura, la sentenza al processo della strage di Viareggio, dove tutti i familiari hanno ascoltato le parole del giudice in religioso silenzio. Non rilasceranno commenti ufficiali i responsabili dell’Associazione ‘Un Mondo che Vorrei’, che riunisce i familiari delle 32 vittime, Marco Piagentini e Daniela Rombi. Quest’ultima dopo la lettura della sentenza, durante la quale si è dovuta sedere, ha alzato il manifesto con la foto della figlia nella stanza di rianimazione, “è stata una lettura troppo veloce”, hanno detto, annunciando che stasera si riuniranno con i loro legali e solo domani alle 11 parleranno con i giornalisti in una conferenza stampa.

Discesa in Borsa per Leonardo, dopo la condanna a 7 anni dell’ad Mauro Moretti al processo per la strage di Viareggio. l titolo ha cominciato a perdere terreno pochi secondi dopo la sentenza, con una immediata brusca flessione del 2,3%.

C’era anche l’allora sindaco di Viareggio, Luca Lunardini, oggi pomeriggio, nell’aula del Polo fieristico di Lucca dove è stata letta la sentenza di primo grado per la strage di Viareggio. “La decisione dei giudici dimostra quello che abbiamo sempre sostenuto – afferma il sindaco commosso -: non è stato un evento naturale ma provocato dall’uomo”. Sono trascorsi quasi 8 anni dalla terribile notte del 29 giugno 2009 ma il ricordo è ancora vivissimo. “Urla, dolore, terrore, questa è la mia memoria – dice Lunardini -, e anche la generosità dei tanti soccorritori. Se le fiamme si fossero estese il bilancio sarebbe stato ancora più grave. Se non è accaduto lo dobbiamo a tutti quelli che hanno operato quella notte e nei giorni successivi”. Lunardini ricorda che “Viareggio non cercava vendetta” per la strage in cui morirono 32 persone “ma giustizia”. “E questa sentenza ci da un po’ di conforto, pur nel dolore per quella notte che è ancora vivissimo. Certo – aggiunge – la richiesta della procura era più alta e le pene sono dimezzate. Questo lascia un po’ perplessi. Ma le sentenze non si commentano, si rispettano”. Lunardini torna anche con la memoria ad un momento difficile del dopo strage, quando decise di accettare, unilateralmente, un rapporto con le assicurazioni degli indagati della strage. “Non lo rifarei – dice con chiarezza – e rifiuterei l’accordo. L’accettai perché ci dissero che, per ragioni giuridico- burocratiche, rifiutare avrebbe creato problemi nel processo. Accettammo solo in parte perché poi il Comune è rimasto parte civile. Ma avrei dovuto dire un secco no”. Sulla prosecuzione del processo ora pende la minaccia della prescrizione. “La legge è la legge – dice Lunardini -. Non vogliamo neanche prendere in considerazione questa ipotesi”.

Quella sul disastro ferroviario di Viareggio “è stata probabilmente la più articolata e complessa indagine mai condotta dalla Polizia Ferroviaria, caratterizzata da un panorama normativo assai intricato, da accertamenti tecnici controversi e determinanti, da numerose attività rogatoriali all’estero”. Così il segretario dell’Associazione nazionale funzionari di Polizia, Enzo Marco Letizia, commenta la chiusura del primo grado di giudizio sull’incidente alla stazione di Viareggio con 23 condanne e il quasi totale accoglimento dell’impianto investigativo dell’accusa. “Competenza, professionalità e determinazione incrollabile – sottolinea Letizia – in piena e costante sintonia con la Procura di Lucca, con l’obiettivo di assicurare la concreta risposta delle istituzioni ad una collettività così tragicamente colpita”. “Niente tornerà mai come prima. Ma esprimiamo legittima soddisfazione per il risultato ottenuto, che conferma lo spessore e l’impegno di una delle Specialità della Polizia di Stato che ha saputo compiere un grande cammino – conclude il segretario Anfp – fino a giungere alla costituzione di un Nucleo operativo specializzato nelle indagini sui disastri ferroviari, chiamato ad intervenire nel luglio 2016 a seguito del gravissimo incidente di Andria”.

Ecco tutte le condanne:

Kogelheide Rainer e Linowski Peter: nove anni e sei mesi

Mansbarth Johannes, Mayer Roman, Konnecke Uwe: nove anni

Schoroter Andreas, Brodel Helmut, Kriebel Uwe: otto anni

Pacchioni Giuseppe: sette anni

Gobbi Frattini Daniele, Pizzadini Paolo: sei anni e sei mesi

Elia Michele Mario, Soprano Vincenzo: sette anni e sei mesi

Moretti Mauro, Castaldo Mario: sette anni

Maestrini Emilio, Margarita Giulio: sei anni e sei mesi

Costa Giovanni, Di Marco Giorgio, Andronico Salvatore, Marzilli Enzo, Favo Francesco, Fumi Alvaro: sei anni

Redazione Cronache della Campania
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