Torre Annunziata: si è pentito il giovane ras del “Terzo Sistema”, Antonio Longobardi

Torre Annunziata. Antonio Longobardi, 25 anni, ex macellaio di Torre Annunziata, è il primo pentito del “terzo sistema”, il neonato gruppo criminale formato da giovanissimi figli di detenuti dei due principali clan della camorra oplontina da sempre in lotta tra loro, i Gionta ed i Gallo-Cavalieri. Il giovane, nipote del detenuto Nicola Balzano “alfasud”, ha deciso di passare tra le fila dei collaboratori di giustizia. Una decisione, quella assunta da Antonio Longobardi, maturata durante questi mesi trascorsi in carcere. Il 25enne è infatti accusato di associazione mafiosa. Secondo quanto ricostruito dalla Dda di Napoli, Longobardi sarebbe uno degli affiliati al “sistema”, nato nell’ottobre 2015 con l’obiettivo di sfruttare in città il “vuoto di potere”, scaturito dai numerosi arresti delle forze dell’ordine e che negli ultimi anni hanno decimato i due clan di Torre Annunziata. Vuoto di potere individuato dai rampolli di famiglia per tentare una difficile quanto improbabile scalata al vertice ed al potere, anche nella gestione del giro di racket e del mercato delle estorsioni in città. Lo scorso 13 luglio, il blitz dei carabinieri del Nucleo investigativo di Torre Annunziata portò al fermo di 7 presunti affiliati al terzo sistema, tra cui il presunto capo, Domenico Ciro Perna ed Antonio Longobardi. O più semplicemente detto “Antò”, come si evince dalla trascrizione delle telefonate intercettate dagli investigatori. Con entrambi, quello stesso giorno, finirono in carcere anche Salvatore Orofino, Gennaro Pinto, Luigi Gallo, Bruno Milite e Vittorio Della Ragione. Negli ultimi mesi, sono stati arrestati altri presunti affiliati al sistema, ma con accuse differenti: la polizia ha portato ai domiciliari Luigi Sperandeo, Vincenzo Della Ragione (fratello maggiore di Vittorio) e Giuseppe Lombardo. Adesso, con il “sistema” già in gran parte smantellato, sono iniziate le prime rappresaglie a Torre Annunziata. Venerdì sera, in un raid al rione Cuparella, è rimasto ferito il 20enne Vittorio Nappi, incensurato, che però era in macchina con il cognato di uno dei capi del terzo sistema, vero obiettivo del presunto agguato. Agguato che, secondo gli inquirenti, serviva come risposta alla bomba piazzata la notte precedente lungo il Corso Umberto I, a soli 20 metri di distanza dal Commissariato di polizia. La bomba artigianale, rinvenuta all’interno di una scatola di scarpe, era indirizzata ad un pregiudicato, detenuto ai domiciliari, e legato da vincoli familiari ad alcuni capi delle piazze di spaccio gestite dal clan Gionta. Anche sui perchè dei recenti episodi criminali potrà adesso provare a fare luce il nuovo pentito di Torre Annunziata, Antonio Longobardi. I suoi familiari hanno già rifiutato il programma di protezione, disconoscendo dunque la scelta del 25enne, passato a collaborare con la giustizia così come già fatto, meno di due anni fa, da Michele Palumbo “munnezza”, ex killer spietato dei Gionta.

Monica Barba