Pordenone. ‘Troppe pressioni” Maria Rosaria Patrone, la fidanzata di Giosuè Ruotolo, il militare di Somma Vesuviana accusato dell’omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza si rifiuta di sottoporsi all’interrogatorio dinanzi ai giudici della Corte d’Assise di Pordenone. La ragazza già imputata per favoreggiamento nell’inchiesta per il duplice omicidio si è rifiutata di testimoniare e al termine dell’udienza ha detto: “Voglio solo tornare a casa in questo momento”. A parlare per lei è stato il suo avvocato, Costantino Catapano, spiegando le ragioni che hanno portato oggi la sua cliente ad avvalersi della facoltà di non rispondere. “Il ruolo di Rosaria in questa vicenda è stato ingigantito. Lei è solo una ragazza innamorata, che stava a mille chilometri di distanza, che ha fatto degli errori veniali che non centravano nulla con l’omicidio. E’ stata massacrata dai media – ha affermato – Maria Rosaria non si è mai rifiutata di rispondere. Ha fatto 20 ore di interrogatorio; è sempre stata disponibile e lo sarebbe stato anche in questa occasione. Ma visto il tipo di domande e il rischio che i pubblici ministeri potessero richiedere la trasmissione degli atti al proprio ufficio per qualche risposta ritenuta reticente, avendo già un’imputazione di favoreggiamento rischiava di beccarsene anche una per falsa testimonianza, tenendo conto che fino a questo momento non le hanno creduto”. La Corte d’Assise ha rigettato la richiesta della parte civile di acquisire l’intervista rilasciata dalla ragazza a Quarto grado e quelle rese dal suo avvocato a Porta a Porta e a Chi l’ha visto?, aggiornando l’udienza al 10 marzo per cominciare a sentire i primi testi e consulenti delle parti civili. Maria Rosaria Patrone avrebbe voluto salutare Giosuè, ma ha lasciato l’aula dal retro, evitando l’assalto dei media, prima della fine dell’udienza. “A Giosuè avrebbe fatto piacere poterla salutare – ha riferito anche il suo legale, l’avvocato Giuseppe Esposito – ma capisce che possa essere impaurita da tutte queste telecamere”.

 

Redazione Cronache della Campania