Castellammare, processo crac Multiservizi: un difetto di notifica “salva” De Vita

Castellammare di Stabia. Crac Multiservizi: processo al via e con sorpresa. Un difetto di notifica, sollevato ieri dalla difesa, ha salvato dalla prima udienza il testimone di nozze dell’ex sindaco stabiese, Luigi Bobbio. Per Francesco De Vita, quindi, gli atti tornano in Procura. Così come (ma per soli 3 capi d’imputazione) per  l’ex manager della azienda in house del Comune, che a Castellammare si occupava dello smaltimento dei rifiuti e poi fallì miseramente, seppellita da un buco di bilancio da oltre 30 milioni di euro. A processo, dinanzi ai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Torre Annunziata (presidente Antonio Pepe), anche Mario Paolella, Massimo Cajati e Simone Di Meo. Franco Rossi, geometra di Chieti ritenuto la ‘testa di legno ha invece patteggiato una condanna a 3 anni di reclusione. A un anno e mezzo, poi, la pena già inflitta al super-consulente Felice Marinelli; infine, 11 mesi (sospesi) per Luigi Alfredo Carunchio. Accolte ieri dai giudici le richieste delle parti civili: il Comune di Castellammare di Stabia, difeso dall’avvocato Emilio Longobardi, e la curatela fallimentare della Multiservizi spa (rappresentata dal commercialista Vincenzo Sica), che hanno già presentato la loro nota spese in aggiunta ai formali concordati. Per l’inchiesta – coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata – era stato messo in atto un presunto spolpamento delle casse della società. Operata – secondo l’accusa – dai consulenti nominati dall’amministrazione, all’epoca dei fatti guidata dall’ex sindaco Luigi Bobbio, e che condusse infine la “Castellammare di Stabia Multiservizi” spa al fallimento. Per l’inchiesta, al crac contribuirono ricche consulenze esterne.

 Monica Barba