Giugliano, lo choc nello choc: “Chi sa non parli. Sennò finisce male”. Frasi di solidarietà e inviti al silenzio sui profili facebook dei “Mostri”
“Chi sa non parli. Sennò finisce male”. Lo choc nello choc. Frasi come queste ed altre che invitano all’omertà sono postate sui profili facebook dei ragazzi del branco di Giugliano che hanno violentato per oltre un anno un 13enne con un piccolo problema di disabilità. Solidarietà ai “mostri” e invito al silenzio. Nel frattempo la mamma della piccola vittima chiede tranquillità. La quiete dopo la tempesta: questo chiede la mamma del bambino violentato dal branco a Giugliano assalita da giorni dai cronisti. La donna pensa a coccolare il figlio ma anche gli altri due. E’ stato il suo coraggio, la sua vena da detective che ha fatto venire fuori la brutta storia di violenze subite dal figlio per oltre un anno e che nessuno ha mai denunciato. Gli abitanti della zona di Campiscino nel centro storico di Giugliano sono divisi tra innocentisti e colpevolisti. Qualcuno ha addirittura ipotizzato che i fatti non si sarebbero mai verificati e altri hanno addossato la colpa a ragazzi non giuglianesi ma napoletani. La tragica verità è invece un’altra. Da tre giorni 8 minorenni sono rinchiusi in un centro di accoglienza gli altri tre sono a casa perché minori di 14 anni e quindi non imputabili. Intanto ieri la giovane vittima degli abusi non è andata a scuola perché temeva ritorsioni visto che molti dei suoi aguzzini frequentavano la stessa scuola e hanno amici all’interno. La mamma del piccolo sta pensando di trasferirlo altrove.
