Inchiesta “The Queen”, resta in carcere Sommese: liberi Giorgiano e altri tre

E’ arrivata la risposta negativa dal parte del Tribunale del Riesame: resta in carcere l’ex assessore regionale Pasquale Sommese. Un punto a favore della pubblica accusa della mega inchiesta The Queen su appalti pilotati in molti comuni delle province di Napoli e Caserta con il coinvolgimento di noti professionisti, docenti universitari, politici locali e  persone legale al clan Zagaria di Marcianise. Gli stessi giudici del Riesame che hanno respinto l’istanza di scarcerazione per Sommese hanno invece revocato gli arresti domiciliari per il professore Antonio De Simone (difeso dal penalista Vincenzo Maiello), che era accusato di turbative d’asta per la storia della Mostra D’Oltremare e per un appalto ad Alife.  Tornano liberi, lasciando gli arresti domiciliari anche l’ex sindaco di San Giorgio a Cremano Domenico Giorgiano (difeso dall’avvocato Fabrizio Savella); revoca dei domiciliari anche per l’imprenditore Giuseppe Bianca (difeso dagli avvocati Giro Sepe e Francesco Monti); cancellati i domiciliari anche per il geometra D’Amico (difeso dal penalista Vittorio Guadalupi).

All’alba del 15 marzo scorso i militari del Nucleo di polizia Tributaria di Napoli bussarono alla porta di casa. Si senti’ male e fu ricoverato per accertamenti al Cardarelli ma la sera stessa fu trasferito al carcere di Poggioreale. Si difese nell’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari Federica Colucci che in 1.200 pagine racconto’ il cosiddetto ‘sistema La Regina’ e porto in carcere 68 persone: un modo per poter controllare gli appalti pagando tangenti ai componenti delle commissioni che dovevano controllare la fattibilita’ della gare bandite da enti pubblici. Secondo i pm della Procura di Napoli, uno dei perni principali del ‘sistema’ era proprio Pasquale Sommese che avrebbe ricevuto soldi da Antonello La Regina, imprenditore napoletano finito in carcere, per ottenere facilitazioni nei finanziamenti regionali per i progetti che presentava e vinceva, ma anche ‘raccomandazioni’ e dritte sulle gare. La principale accusatrice di Sommese e’ Loredana Di Giovanni, una donna di Mugnano conosciuta come la ‘dama rossa’ che si occupo’ di procacciare preferenze al politico durante le diverse campagne elettorali. “Fui io a far conoscere Sommese e La Regina, io che portavano tangenti. Pasquale sapeva perfettamente il meccanismo ed era perfettamente inserito nel sistema”, disse lo scorso luglio davanti ai pm che hanno indagato gia’ dallo scorso anno nell’inchiesta sulla ristrutturazione, mai avvenuta, di Palazzo Teti Maffuccini a Santa Maria Capua Vetere. I verbali della Di Giovanni sono allegati all’ordinanza e fanno tremare politici e imprenditori. Tre giorni fa un’altra piega dell’inchiesta, proprio grazie alle sue accuse, ha portato in carcere quattro tra funzionari, tecnici e imprenditori interessati ad appalti al comune di Casapulla. A Pasquale Sommese sono contestati diversi capi di imputati relativi ad ipotesi, tutte ancora da provare, di corruzione e turbativa d’asta. Secondo l’accusa sarebbero stati ‘controllati’ con finanziamenti ‘pilotati’ e gare decise a monte, “grazie ad accorti tra Sommese e La Regina” i lavori per la torre civica medievale di Cerreto Sannita, nel Beneventano; il polo museale di Alife, in provincia di Caserta; i lavori per la realizzazione dei padiglioni 7 e 8 della Mostra d’Oltremare a Fuorigrotta; il progetto denominato ‘La porta dei Parchi’ a Francolise, in provincia di Caserta e, infine, il progetto ‘La terra delle acque’, a Riardo, nel Casertano.

Contenuti Sponsorizzati