“Mi ha detto che erano cinque sei di loro, mi vogliono uccidere anche le creature nel letto, mi ha detto”, il racconto choc dell’imprenditore Orilia

“Mi ha detto che erano cinque sei di loro mi vogliono uccidere anche le creature nel letto mi ha detto” i fratelli Agostino e Francesco Orilia raccontano così le minacce recapitate da Pierino Desiderio circa un mese dopo l’attentato subito il 30 novembre del 2014 quando una bomba esplose dinanzi al muro di cinta della loro villa bifamiliare. “Cinquantamila euro per un noto pericoloso latitante” questa la richiesta che Desiderio, insieme a Luigi Coppola fece ai due imprenditori, titolari di una nota ditta di traslochi che opera tra l’Agro nocerino e Mercato San Severino.
A fare da tramite tra i fratelli Orilia e gli uomini del clan Desiderio fu Francesco Mandile, il 44enne di Mercato San Severino, che veniva utilizzato come tramite ‘buono’ da Desiderio. E i due imprenditori alcuni giorni dopo l’attentato furono chiamati proprio da Mandile che si fece portatore del messaggio. Le vittime furono accompagnate al cospetto del capo che, alla presenza di Coppola e di alcuni guardaspalle, fece la richiesta estorsiva: “Ora comandiamo noi, le cose sono cambiate. Operiamo per conto di gente pericolosa: non hanno paura di niente e sono capaci di uccidere anche i bambini nel letto”. L’episodio è uno dei tanti registrati dagli inquirenti nel corso di due anni di indagini fatte dai carabinieri del Comando provinciale e della Compagnia di Mercato San Severino sul clan Desiderio, 33 affiliati sono finiti in manette, ieri mattina. Quella ai fratelli Orilia è una delle richieste estorsive più pesanti fatte dal gruppo criminale. Quella tangente, alla fine, non fu pagata perchè Francesco Mandile, l’intermediario, fu arrestato e l’operazione fallì. I fratelli Orilia con spirito collaborativo hanno raccontato cosa era accaduto tra novembre e dicembre di quell’anno. I due imprenditori furono prelevati da Mandile e portati al cospetto del capo, in un’abitazione tra Castel San Giorgio e Nocera, Mandile aspettava fuori mentre in casa parlarono solo Desiderio e tale Giggino, identificato successivamente per Luigi Coppola.
Le prime dichiarazioni furono rese da Francesco orilia, il 23 dicembre del 2014, poi confermate dal fratello e da un’intercettazione ambientale nella caserma della compagnia dei carabinieri di Mercato San Severino.
Francesco Orilia ha raccontato le fasi della richiesta estorsiva e la richiesta di aiuto fatta ad un altro fratello, Alfonso. Fu questi che contattò Mandile per rendere appuntamento con le persone che lo avevano mandato da lui. E quell’appuntamento si fece.
FRancesco Orilia racconta che durante il colloquio, quell’uomo di circa 40 anni, aveva promosso la richiesta estorsiva. Desiderio spalleggiato da Coppola presentò il conto.

“Persone più in alto di noi hanno detto 50.000 euro per stare tranquilli” dissero ai fratelli Orilia. Ma i due imprenditori non avevano la somma immediatamente disponibile
e quindi chiesero un po’ di tempo per recuperare il danaro. Poi, qualche giorno dopo Mandile ed un altro suo amico erano stato arrestati e da quel momento da loro non era andato più nessuno. Orilia, nel corso dell’interrogatorio, aveva ricordato che Mandile gli aveva anche riferito che tra le persone che lo volevano incontrare vi era anche una che conosceva il padre che aveva circa 60 anni e che era latitante e che aveva il soprannome di “presidente”.
Orilia Agostino specificò che le persone che avevano partecipato all’incontro fecero chiaramente capire al fratello Francesco che erano stati loro a mettere la bomba e che appunto dietro la esosa richiesta c’erano le esigenze di un grosso latitante della zona. L’Orilia Agostino ha anche precisato che il fratello gli aveva riferito che vi erano altri imprenditori che erano stati avvicinati per richieste estorsive dagli stessi soggetti sempre con l’intermediazione del Mandile Francesco.
“Sono andati anche da Raffaele, sono andati a cercare soldi anche da lui è andato sempre questo Francesco, ha fatto la stessa fotografia, la stessa operazione dicendo anche lì che aveva fatto il piacere ad un amico sempre lo stesso amico” dicono i fratelli Orilia durante un colloquio captato nella caserma dei carabinieri. “Sempre lui è sempre lui che va facendo piaceri alla gente”: i due fratelli parlano anche dell’incontro con l’Orilia Francesco che descrive dettagliatamente i luoghi e parla della presenza di “uno chiatto chiatto che si chiamava Pierino e poi c’era un vecchio con la barba bianca che mi pare si chiamava Giggino”. Con riguardo al ruolo di Mandile, Orilia Francesco specificava: “Francuccio Mandile mi accompagnò dentro e poi uscì fuori faceva tipo palo per vedere se entrava qualcuno … aspettava fuori e questi dissero che le cose erano cambiate e che dovevamo prenderli in considerazione e che quelli che stavano sopra di loro avevano detto che volevano 50.000 €”.
“Ora dobbiamo stare accorto solamente dobbiamo stare accorto alle creature alla
famiglia dobbiamo vedere come dobbiamo fare” dice Agostino Orilia al fratello che risponde: “Questi dicono che vengono ad uccidere i bambini dentro al letto” e Agostino che risponde: “chi loro? Vedi un poco tra poco ci vengono ad uccidere anche a noi e lastessa cosa noi ci dobbiamo guardare i fatti nostri uccidono e creature rindo o lietto te l’ha detto Francuccio o chi?”.

Rosaria Federico

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(nella foto pietro desiderio, francesco mandile e luigi coppola)

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