Napoli, il ras Cerrone e le ‘regole del mercato’: ” Non prendete più le auto dal 2006 in giù che nessuno le vuole”

La banda del “cavallo di ritorno” di Carmine Cerrone ‘o pezzotto aveva due problemi negli ultimi tempi: il mercato non “voleva2 più le auto troppo vecchie e il costo delle targhe pulite da mettere sulle auto da rivendere. I ricettatori, soprattutto negli ultimi tempi, stavano infatti riscontrando non poche difficoltà a rivedere le vetture un po’ più in là con gli anni. Ragion per cui tutte quelle antecedenti al 2006 non dovevano più essere rubate.
Cerrone: “Le macchine targate con la D iniziale non prenderle più, queste ormai non si vendono”. Come a dire, la banda, suo malgrado, doveva comunque fare i conti con le dure regole del mercato.

E poi c’era il problema delle targhe “pulite” che costano troppo.  La vita da ricettatore non era semplice. A rendere inquieti i sogni della banda di Scampia guidata da Carmone Cerrone ‘o pezzotto non c’era soltanto il ri-schio delle manette, ma anche le ristrettezze economiche con cui bisognava fare i conti dopo ogni colpo. Cerrone e compagni, in particolare, nel corso delle loro conversazioni mostravano una spiccata preoccupazioni per i costi da sostenere per ottenere le targhe “pulite”: ‘Costano di più delle macchine’. L’esborso economico, seppur non quantificato nel provvedimento cautelare che ha sgominato la paranza di Scampia, era però necessario per riuscire a spostare le auto rubate senza destare sospetti nelle forze dell’ordine. Il meccanismo era tanto semplice quanto collaudato. Grazie alla connivenza di chi aveva la disponibilità di auto non “attenzionate”, la banda montava le targhe di queste ultime sulle macchine che di volta in volta era necessario spostare. Emblematico, in questo senso, il dialogo tra Carmine Cerrone e Salvatore Mingacci avvenuto il 10 giugno scorso. Mingacci: “Costano di più le targhe che la macchina. Mi hai fatto la lista?”. Cerrone: “Io l’ho fatta, ma è roba vecchia”.

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