Calvizzano, ex assessore morì per embolia: a giudizio tre medici della clinica S. Rita

Sono stati rinviati a giudizio tre degli undici medici della clinica Santa Rita di Atripalda per la morte dell’ ex assessore del Comune di Calvizzano, Cristofaro Agliata. I fatti risalgono al 25 marzo del 2014 quando l’ex assessore morì per una grave embolia polmonare all’ ospedale «Sant’Ottone Frangipane» di Ariano Irpino.

La decisione è arrivata, dopo una lunga camera di consiglio, dal giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Avellino, Vincenzo Landolfi dopo le discussioni dei difensori che avevano avanzato la richiesta di non luogo a procedere nei confronti dei loro assistiti. Rinviato a giudizio il chirurgo I.F., il radiologo G.D.G. che eseguì la radiografia al torace poco prima del decesso e il primario del reparto F.C. Il GUP ha emesso sentenza di non luogo a procedere, invece, per altri otto medici inter divisionari presenti nella clinica nel periodo di ricovero dell’ex assessore Agliata difesi dagli avvocati Alberico Villani, Generoso Pagliarulo, Benedetto De Maio e Quirino Iorio. L’accusa a carico dei medici, tutti in servizio all’epoca dei fatti, presso la clinica privata, dove il noto esponente politico di Calvizzano era stato sottoposto, qualche giorno prima del decesso avvenuto nella struttura pubblica del Tricolle, è di omicidio colposo in concorso. In aula compariranno anche il primario di chirurgia generale, il radiologo e il chirurgo che hanno seguito il paziente nel decorso post operatorio, dopo l’intervento per la riduzione del peso. E proprio il decorso post operatorio del paziente, secondo le indagini espletate dal pubblico ministero Adriano Del Bene, sarebbe alla base del decesso.