Fissata la data del processo per la morte del rocciatore di Gragnano

Stava lavorando in un terreno privato quando la corda si spezzò e, dopo una rovinosa caduta, l’esperto rocciatore, il 34enne Vincenzo Esposito, perse la vita. Una vera e propria tragedia che scosse la comunità gragnanese. Alla base di quei fatti è stato rinviato a giudizio Luigi Mascolo, contadino che gli aveva ordinato il lavoro, accusato di omicidio colposo. Il gup Antonello Anzalone del tribunale di Torre Annunziata ha accolto la tesi della Procura oplontina, fissando la prima udienza del processo per novembre, dinanzi al giudice monocratico Francesco Todisco.

 

Si sono costituite parti civili la vedova del 34enne Bianca e il sindacato Fillea Cisl, a cui era iscritto il lavoratore. Secondo la procura di Torre Annunziata il contadino avrebbe dovuto assicurarsi che i lavori fossero eseguiti nel rispetto delle norme di sicurezza. L’imbracatura, però, non ha funzionato e l’impatto al suolo è stato devastante. Un’operazione non facile quella nella Valle dei Mulini che il rocciatore esperto avrebbe fatto.

Del resto Enzo Esposito, gragnanese ma residente con la sua famiglia a Santa Maria la Carità, con la sua ditta interveniva in ogni zona della Campania, una professione complessa che aveva imparato seguendo la tradizione di famiglia e faceva da tempo. Resta da capire cosa o chi lo abbia tradito la mattina del due settembre scorso. Dopo l’indagine a cui hanno collaborato i carabinieri di Castellammare e Gragnano, è arrivato i rinvio a giudizio che servirà alla moglie Bianca e ai suoi figli di sapere cosa sia successo nella Valle dei Mulini e se ci sono colpevoli per una vita spezzata a 34 anni.