Giornalisti: il Tribunale di Trapani assolve un pubblicista che non rivelò la fonte

Riconosciuto a un altro giornalista pubblicista il diritto di avvalersi del segreto professionale che il codice di procedura penale riserva ai professionisti. Il tribunale di Trapani, in composizione monocratica, ha infatti assolto, “perché il fatto non costituisce reato”, Marco Bova, collaboratore del Fatto Quotidiano che si era rifiutato di rivelare la fonte di un’informazione utilizzata per scrivere un articolo. Una sentenza analoga era già stata emessa, dalla Corte di appello di Caltanissetta, per i due pubblicisti Josè Trovato e Giulia Martorana. Ad assistere Bova sono stati gli avvocati Nino Caleca e Roberto Mangano, che collaborano con l’Ordine dei giornalisti di Sicilia nel supportare i cronisti destinatari di querele o indagati per violazione del segreto delle indagini, e l’avvocato Maurizio Miceli. Fra i testimoni della difesa nel processo, anche il presidente dell’Ordine siciliano Riccardo Arena. “La sentenza che ha scagionato Marco è anch’essa storica. Si tratta di un altro importantissimo passo avanti nella tutela dei giornalisti e delle loro fonti, quindi, in ultima analisi, nella tutela della democrazia in questo Paese – ha sottolineato Arena – Continueremo a sostenere l’equiparazione tra professionisti e pubblicisti, in questo e in altri campi, come abbiamo sempre fatto, a dispetto di coloro che, per discutibili fini di potere, puntano a dividere piuttosto che unire gli iscritti all’Ordine”.