Inchiesta Consip, Albamonte: “Basta pressioni politiche per ostacolare le indagini”

 “Ogni volta che un’inchiesta lambisce la politica, a differenza di altri Paesi dove non si registrano strascichi di polemica, assistiamo da una parte al tentativo di utilizzare le indagini come un manganello da dare in testa all’avversario e dall’altra, di solito da parte del gruppo politico il cui esponente è coinvolto nel l’indagine, di gridare al complotto giudiziario”. Lo dice in un’intervista al Fatto Quotidiano il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Eugenio Albamonte. Quanto alle presunte pressioni di esponenti renziani al ministro della Giustizia Andrea Orlando – rilanciate dallo stesso Guardasigilli – per mandare ispettori di Via Arenula alla Procura di Napoli per fare chiarezza sull’inchiesta Consip, Albamonte spiega: “Non posso sapere se ci siano state o meno delle pressioni, certamente va dato atto al ministro di non essere andato oltre i suoi compiti, senza esporsi, dunque, al rischio di critiche per interferenze indebite. Gli ispettori, in piena inchiesta segreta avrebbero interferito. Per il presidente Anm invocare in questi casi gli ispettori è “un malcostume che interferisce in modo dannoso sul rapporto magistratura-politica. Purtroppo, eravamo abituati, durante il governo di centrodestra, a un utilizzo forzato delle ispezioni ministeriali, venuto meno con Orlando”.