Morte degli operai di Mondragone nel Brennero si indaga sul guasto tecnico o errore umano

Per la procura di Bolzano, che ha aperto un’inchiesta sull’incidente ferroviario di Bressanone, restano aperte tutte le ipotesi, dal guasto tecnico, all’errore umano e al sovraccarico del treno-cantiere. “Per il momento non ci sono persone iscritte nel registro degli indagati”, ha confermato il vice procuratore capo Markus Mayr. I reati ipotizzati sono di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. A livello giudiziario non si parla di disastro ferroviario perche’ l’ accaduto si e’ verificato in un cantiere e non durante un normale viaggio di convoglio passeggeri o merci. Per questo motivo non e’ stata posta sotto sequestro l’ intera linea ferroviaria ma solo i due mezzi incidentati. L’incidente e’ avvenuto lungo la linea ferroviaria del Brennero, a circa 800 metri dalla stazione di Bressanone dove ieri notte una rincalzatrice e’ andata a schiantarsi contro una profilatrice impiegata in lavori di manutenzione programmati causando la morte di due operai di Mondragone (Achille De Lisa di 51 anni e Salvatore Verolla di 41) e ferendone altri tre.

Intanto sul luogo dell’incidente si lavora senza sosta, nonostante le cattive condizioni meteo: il primo obiettivo obiettivo e’ quello di liberare il piu’ in fretta possibile la massicciata dall ammasso di rottami e traversine e quindi ripristinare, inizialmente su un binario, il traffico ferroviario sull importante asse del Brennero che collega l’ Italia con l’ Europa centrale. Stando a quando affermato da Rfi, e’ possibile che oggi pomeriggio venga riattivato il traffico in direzione sud mentre domani e’ prevista la completa riattivazione della linea su entrambi i sensi di marcia. Ancora troppo presto per valutare le cause dell’incidente, ma col trascorrere delle ore si rafforza l’ipotesi dell’ avaria al sistema frenante della rincalzatrice. Le indagini si concentreranno soprattutto sul rispetto delle norme di sicurezza e sulla gestione del cantiere (affidato alla Generali Costruzioni Ferroviarie Spa di Roma) in questo caso attivo solo nelle ore notturne. L’ intervento programmato da tempo era quello di sostituire binari e traversine per un tratto di 24 chilometri. Stando ad una prima testimonianza del macchinista (lievemente ferito) che si trovava ai comandi del locomotore andato a schiantarsi contro il mezzo fermo, si parla di impotenza nel controllare il mezzo. Gli stessi colleghi hanno riferito di aver udito le grida del macchinista in quel momento incapace di azionare il sistema frenante. Nelle prossime ore la polizia ferroviaria intervenuta sul luogo della tragedia consegnera’ al vice procuratore Markus Mayr, titolare dell ‘inchiesta, una relazione sull’accaduto e solo successivamente potrebbero essere iscritti alcuni nomi nel registro degli indagati. Anche l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle Ferrovie ha aperto un indagine.