Musica: un libro per raccontare la carriera di Bruno Venturini

Un libro per raccontare la carriera di un grande tenore della Campania, considerato ambasciatore della canzone classica napoletana, “Una voce che ha emozionato il mondo”. E’ la biografia, firmata da Gianni Mauro dei Pandemonium, con la prefazione di Pippo Baudo, di Bruno Venturini, artista che ha attraversato 50 anni di produzione musicale ed ha girato il mondo come testimonial della canzone napoletana. Domenica prossima, 30 aprile, alle ore 17, su Rai1 nell’ambito di ‘Domenica In’ Venturini sara’ ospite di Pippo Baudo per parlare del libro ma anche per cantare. “Dalla raccolta di ricordi e articoli che ha occupato Mauro e mio figlio Salvatore, e’ nato un piu’ ampio progetto dal titolo ‘Bruno parla e Venturini canta’ – racconta l’artista – uno spettacolo nel quale al mio classico canto inserisco alcuni aneddoti della mia lunga carriera”. Tra questi l’incontro di Venturini con Toto’, al quale ha cantato “Malafemmina”, oppure l’incontro con Michele Caldieri che gli fece firmare un contratto dalla ‘iperbolica’ cifra di 50.000 lire per l’intera stagione. Il ‘maestro’ Bruno Venturini e’ una delle ultime voci della vecchia scuola tenorile di Napoli. Tra i suoi amici piu’ cari vi sono grandi nomi della canzone napoletana. Di grande valore sono i legami che ha costruito negli anni con personaggi come Sergio Bruni, Jacqueline Kennedy o le esibizioni che ha realizzato per Papa Wojtyla, Breznev, Deng-Xiao-Ping, Bill Clinton, Gorbaciov. Per far conoscere la canzone napoletana ha girato tutto il mondo con concerti live in Giappone, Usa, Australia e nella ex Urss dove si e’ recato diverse volte. La sua storia descrive un ritratto di un artista partito dal basso per arrivare in cima. “Per mantenerci – racconta – andavamo a vendere maglie a Porta Portese e io, prima di iniziare la vendita, mi esibivo con un repertorio di canzoni napoletane. Un giorno, al mercato, giravano le scene di ‘Arrivederci Roma’, con Mario Lanza. Il tenore, quando mi senti’ cantare, si avvicino’ e disse in un italiano americanizzato: “Uaglio’, tu canti molto buono, ma devi studiare”. E mi regalo’ dieci dollari che conservo ancora con il suo autografo”.