Torre Annunziata, aggredì i poliziotti: due anni di carcere al figlio del boss dei “Pisielli”

Raffaele Gallo, 18enne, ha ammesso di aver affrontato i poliziotti che stavano effettuando dei controlli nel “suo” quartiere. Raffaele è il figlio di Francesco «’o pisiello», ed è stato condannato a 2 anni e 4 mesi per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

La notte tra domenica e lunedì, al parco Penniniello di via Plinio, erano stati esplosi sette proiettili contro l’auto di una donna, 30 anni, incensurata, moglie di uno dei narcos vicini ai Gionta. Durante i controlli e le indagini dei poliziotti del commissariato di Torre Annunziata, Gallo e Somma sono stati fermati in sella a uno scooter. Dopo due mini inseguimenti a folle velocità tra gli isolati del rione i due si sono fermati. Gallo avrebbe affrontato e aggredito i due agenti con il sostegno anche di Somma. Durante la colluttazione è scattata la rivolta del quartiere. Circa cinquanta persone hanno accerchiato le volanti della polizia, tentando di liberare i due. Uno dei due poliziotti, a quel punto, si è visto costretto ad esplodere un colpo in aria a “scopo intimidatorio” si legge nel verbale. Così la folla si è placata, spostando la “protesta” all’ esterno del commissariato.

Una scena da Far-West o quasi, in uno dei rioni a più alta concentrazione criminale, diventato noto alle cronache nazionali anche per la presenza di «casa Savastano», la lussuosa e kitsch abitazione proprio della famiglia Gallo, affittata dalla casa cinematografica Cattleya per girare molte scene della fiction Gomorra. La villa fu sequestrata durante le riprese dopo l’arresto del padrone di casa, Francesco Gallo, che poi pretese il pagamento dell’affitto in nero: una chiara estorsione, per la quale lui e i suoi genitori Raffaele Gallo e Annamaria De Simone sono stati condannati in via definitiva a pene tra i 5 e i 6 anni e mezzo.