Quando i carabinieri, polizia ed Esercito hanno iniziato a muoversi tra i locali di via Chiaia c’è stato un piccolo sussulto tra le persone in strada e nei locali. Tutti sono andati incontro agli uomini in divisa, addirittura qualcuno ha abbracciato i militari. «I grazie che abbiamo avuto sono stati tantissimi – dice il portavoce di Strade Sicure il tenente colonnello Troise – in molti ci hanno accolto con un benvenuti che ci ha riempiti d’orgoglio anche se abbiamo spiegato che l’Esercito c’è sempre stato e ci sarà sempre per i cittadini. Però un’accoglienza così non si dimentica facilmente».

I residenti. «Ci hanno portato una sensazione di protezione che avevamo dimenticato», ha detto dal comitato «Chiaia viva e vivibile» Caterina Rodinò; «Ho ricevuto tantissime telefonate entusiaste», ha spiegato il presidente municipale de Giovanni; «Li abbiamo ringraziati e continueremo a farlo per ciò che stanno facendo», sostiene Filippo Boccoli, gestore di sue locali della movida di Chiaia. Sono stati molti gli interventi dei militari che hanno portato a sequestri di ciclomotori, ma soprattutto di sostanze stupefacenti.

«Ora che abbiamo recuperato quella dimenticata e meravigliosa sensazione di sicurezza speriamo che si facciano altri passi avanti – Caterina Rodinò, battagliera residente dell’area, non arresta la sua lotta – desideriamo che ci siano controlli severi e drastici anche sulle attività commerciali che continuano ad agire in maniera illegale». Il riferimento è al patto per le notti tranquille siglato con il Comune di Napoli allo scadere dello scorso anno «un patto che praticamente non è stato mai rispettato, anche perché i controlli specifici non sono mai stati avviati e ognuno fa esattamente quel che gli pare», dice con rabbia la Rodinò.

Tra i cittadini c’è anche chi è decisamente scettico come Gennaro Esposito del comitato «Quiete Pubblica» secondo il quale «è un palliativo l’Esercito in strada perché tutt’intorno l’illegalità regna sovrana». La presenza nella zona di Chiaia ha avuto un buon impatto come contrasto alla violenza e al malaffare «ma sabato sera chi ha avuto la malaugurata idea di passare per piazza Bellini ha assistito alla consueta e deprimente scena degli spacciatori e dei parcheggiatori abusivi all’opera a due passi dalle volanti. Bisogna rivedere qualcosa, e bisogna farlo su tutto il territorio cittadino».

Sorride, invece, il presidente della municipalità Francesco de Giovanni: «Decine e decine di telefonate da parte di amici e di semplici cittadini che desideravano condividere la gioia per la svolta che è arrivata con la presenza dell’Esercito», afferma con enfasi, raccontando anche un retroscena. «Subito dopo l’esordio delle pattuglie miste ho ricevuto una bellissima telefonata anche da parte del questore che mi ha chiesto, in via informale, come andavano le cose. L’ho ringraziato al telefono e lo faccio anche adesso pubblicamente. Ha dimostrato attenzione al territorio, questo gli fa onore e consente a noi cittadini di sentire la vicinanza della polizia e di tutte le forze dell’ordine».

Non mancano le perplessità. Filippo Boccoli, storico gestore di due locali a Chiaia che, però, chiede di fare una premessa: «Ringraziamo ora e ringrazieremo sempre il questore e l’Esercito per questo servizio che ci fa sentire realmente protetti e tutelati. Ma, sommessamente, dico che si potrebbe ancora migliorare qualcosa. Ma non vuole essere una critica e prima di andare avanti replico le mie parole di ringraziamento. In questa zona – dice Boccoli – il caos si genera il venerdì e il sabato da mezzanotte alle tre: sarebbe meglio concentrare il massimo dello spiegamento di forze in questi orari senza partire alle prime ombre della sera quando qui non c’è nessuno. L’altra notte all’1.30 non abbiamo più visto le pattuglie. Io credo che sarebbero determinanti proprio a quell’ora».

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