Arresto confermato dal Gip per tutti e quattro i napoletani arrestati all’alba del 13 aprile scorso dalle squadre mobili di Campobasso e Napoli. per una serie di truffe agli anziani compiute in Molise. Il giudice ha condiviso i risultati investigativi emersi nell’attività svolta dalla questura di Campobasso, e in sede di interrogatorio il vertice del- l’associazione a delinquere ha am- messo le proprie responsabilità, confermando di essersi avvalso per la commissione di continuati reati, di tutti gli altri membri del sodalizio. Un modus operandi, quello della banda sgominata dal-la polizia, sempre identico, messo a segno ai danni di almeno 23 vittime tra gennaio e giugno dell’anno scorso. Secondo le indagini degli investigatori Luigi Amato (60 anni) e Alfonso Aveta (59), finiti in carcere, erano rispettivamente organizzatore e simulatore al telefono della truffa, mentre Romeo Rossi (62 anni) e Luca Torsi (38), attualmente ai domiciliari, facevano da autisti e riscossori del denaro a casa degli anziani. La Squadra Mobile di Campobasso – Sezione Criminalità organizzata- aveva svolto una complessa indagine, anche attraverso intercettazioni telefoniche, culminata con quattro ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Gip di Campo-basso a carico del quartetto protagonista di truffe agli anziani sia nel capoluogo molisano che in altre città delle regioni limitrofe. Considerando la contestazione del grave reato di associazione a delinquere, l’Autorità Giudiziaria, come riporta Il Roma,  ha individuato la competenza territoriale del reato associativo a Napoli, disponendo il trasferimento del fascicolo processuale presso il Tribunale partenopeo.

Dal 29 gennaio 2016 sino al 6 giugno 2016 sono state raccolte in via Tiberio ben 41 denunce: di questi episodi riferiti agli investigatori 23 sono state effettivamente compiute e hanno fruttato soldi alla banda che dopo aver contattato telefonicamente le vittime presentandosi come avvocati o carabinieri avvisavano l’anziano che una persona a loro vicina, il figlio o il nipote, aveva avuto un incidente stradale. Pagando alla persona incaricata di riscuotere il denaro tutto si sarebbe risolto. Il capo della gang era Luigi Amato, il suo braccio destro, invece, Alfonso Aveta: il primo organizzava il colpo e telefonava alla vittima, il secondo collaborava all’individuazione delle stesse e procurava i mezzi per commettere le truffe (auto, schede telefoniche con intestatari fittizi, tessere autostradali). Specificato dagli inquirenti anche il ruolo di Romeo Rossi e Luca Torsi: il primo svolgeva mansioni di autista e di raccordo con Torsi il quale si presentava personalmente alle vittime per ritirare le somme.
Il numero delle truffe commesse potrebbe essere anche più alto: per questo la polizia ha fornito le foto segnaletiche degli arrestati essendo altamente probabile che possano essere riconosciuti da al- tre vittime, che a tal fine vengono invitate a contattare al più presto le forze di polizia.

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