“Non pensavo di essere incinta perché avevo il ciclo mestruale. Mi sono svegliata all’alba, ho capito che era nato un bambino ma non so cosa sia successo dopo al bimbo”. E’ quanto ha raccontato la donna fermata nella notte dai carabinieri perché ritenuta responsabile della morte del neonato trovato agonizzante ieri mattina in strada a Settimo Torinese. La donna, che dopo aver partorito ha lavato alcuni asciugamani ed è andata a portare l’altra figlioletta a scuola, è ora ricoverata in ospedale, dove dagli esami ginecologici eseguiti è emerso che ha avuto un parto autogestito. Dopo le cure del caso verrà trasferita in carcere. Al piccolo all’arrivo in ospedale è stato dato il nome di Giovanni. La svolta nelle indagini è arrivata ieri pomeriggio quando i carabinieri ascoltando i vari testimoni residenti nella zona del ritrovamento del neonato hanno raccolto anche il suo racconto da cui sono emerse incongruenze e contraddizioni che hanno indotto i militari ad accompagnare la donna in procura per approfondimenti. Secondo quanto ricostruito, nessuno sembrava essersi accorto della sua gravidanza, né il compagno, né i familiari. Quanto al parto avvenuto all’alba in casa, il compagno della donna, sentito dagli investigatori, avrebbe detto di aver sentito molto presto alcuni rumori ma quando ha chiesto spiegazioni per il sangue in bagno la donna gli avrebbe detto di aver avuto un ciclo mestruale molto abbondante. Durante l’interrogatorio, hanno riferito gli inquirenti, la donna è apparsa molto tranquilla, ha fatto ammissioni sul parto ma ha detto di non ricordare più nulla del dopo e anche quando l’avvocato d’ufficio le ha comunicato il fermo avrebbe manifestato stupore mentre non avrebbe avuto alcuna reazione quando le è stato comunicato la morte del piccolo. Dai primi accertamenti si tratterebbe di una famiglia normale, con normali relazioni sociali.

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