Sant’Antimo, sentenza Marcucci, reati prescritti ma il senatore è stato assolto anche nel merito

Dagli atti processuali e’ emerso ”senza necessita’ di ulteriore accertamento, l’estraneita’ dell’imputato” alle contestazioni. E nonostante gli addebiti siano ampiamente prescritti, il giudice e’ comunque tenuto a pronunciare la sentenza di assoluzione nel merito, come va fatto ”soltanto nei casi in cui gli elementi rilevatori dell’insussistenza del fatto, o della sua non attribuibilita’ all’imputato, emergano in modo incontrovertibile”. Cosi’, in estrema sintesi scrivono i giudici della prima sezione della Corte di Appello di Napoli nelle motivazioni della sentenza di assoluzione con formula ampia (secondo comma dell’articolo 129 del codice di procedura penale) dell’imprenditore farmaceutico e senatore del PD Andrea Marcucci e di altri imputati, tra cui progettisti, tecnici comunali e direttore di lavori. Marcucci e i coimputati erano stati condannai in primo grado a due anni di reclusione per presunte violazioni delle norme edilizie in relazione alla edificazione di un complesso industriale nel comune di Sant’Antimo. Ipotesi di reato risalenti al 2006 e dunque ormai prescritte. Difeso dall’avvocato Gennaro De Falco, l’imprenditore ha invece ottenuto una assoluzione nel merito: la Corte di Appello, pur sottolineando che la Corte di Cassazione ha stabilito che vada pronunciata la declaratoria di estinzione del reato per prescrizione nel rispetto del principio della ragionevole durata del processo, ha deciso di assolvere nel merito per l’assoluta evidenza, a suo giudizio, dell’estraneita’ dell’imputato alle accuse. 

Redazione Cronache della Campania