Camorra: annullata l’ordinanza al ras della Vinella-Grassi, Daniele Granata

I giudici del Tribunale del Riesame hanno annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dal gip Laura DeStefano e che il 6 giugno scorso aveva colpito il 30enne Daniele Granata esponente di spicco della Vinella-Grassi, accusato del reato di armi aggravato dal fine dell’agevolazione al clan.
A spuntarla, innanzi ai giudici della Decima sezione (presidente Valente), come anticipato dal Roma, le argomentazioni sostenute in aula dall’avvocato Luigi Ferro, difensore di Granata. Il 30enne, già detenuto per altri reati, a inizio mese era stato raggiunto da un nuovo provvedimento cautelare. Secondo la Dda, l’esponente della Vanella avrebbe, in concorso con Giovanni Cortese, Antonio Mollo e Ciro Barretta, detenuto illegalmente due pistole nel dicembre del 2014, nel pieno della terza faida contro gli Abete-Abbinante-Notturno. Le armi in questione sarebbero state una calibro 7 e una calibro 9, che Barretta avrebbe all’epoca consegnato a Mollo, il quale le avrebbe a sua volta affidate in custodia al narcotrafficante Cortese.
La difesa di Granata è  riuscita a dimostrare che, nonostante le numerose conversazioni intercettate dagli investigatori, da nessuna di esse sarebbe emersa l’effettiva disponibilità delle due pistole. A fronte di un quadro probatorio non perfettamente cristallino, i giudici del Riesame hanno quindi disposto l’annullamento della misura cautelare. Granata resta comunque in carcere, in quanto detenuto anche per altri reati.

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