Napoli, uccisero e seppellirono un 19enne: nuovo arresto per il baby boss Formicola e i suoi complici. IL VIDEO

E’ risolto e questa volta si spera in via definitiva il macabro omicidio con sotterramento del cadavere del 19 enne Vincenzino Amendola ucciso nel febbraio scorso a san Giovanni a Teduccio perché lo stesso si vantava di avere una relazione con la mamma del baby boss Gaetano Formicola detto ‘ chiatto. Stamane  gli agenti della Squadra Mobile di Napoli della Questura di Napoli, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, ha arrestato i due presunti assassini e il loro complice accusati dell’omicidio, premeditato, aggravato dall’art. 7 di Amendola Vincenzo, commesso nel febbraio 2016. L’ordinanza di custodia cautelare ha colpito Gaetano Formicola ‘o chiatto, già in carcere per scontare una condanna definitiva a sei anni mentre sono stati arrestati il cugino Giovanni Tabasco di 22 anni detto birillino e il proprietario del fondo, Raffaele Morra di 43 anni.

Vincenzo Amendola era scomparso in data 5.2.16 e il suo corpo fu ritrovato solo in data 19.2.16, seppellito in un terreno a San Giovanni a Teduccio interrato a circa 1 metro e mezzo di profondità, coperto da una rete metallica e da travi di legno nonché da materiali di risulta di lavori edili, tanto che per l’estrazione del cadavere fu necessario l’utilizzo di un
escavatore da parte di personale dei Vigili del Fuoco. La ricostruzione dei fatti è stata possibile grazie all’attività di intercettazione e alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia, Gaetano Nunziato che aveva partecipato all’omicidio e che ha consentito non solo di ritrovare il cadavere ma anche di recuperare, avvalendosi dell’attività di sommozzatori, l’arma utilizzata per l’omicidio, gettata in mare da una scogliera. In particolare, la sera del 5 febbraio dello scorso anno la vittima era stata condotta nel luogo in cui doveva essere giustiziata, e, fatta inginocchiare, era stata attinta da due colpi d’arma da fuoco al volto, il secondo dei quali, quello mortale, alla tempia. Da tutti gli elementi raccolti, come si legge nell’ordinanza cautelare, risulta che l’omicidio è maturato all’interno del clan Formicola, organizzazione camorristica alla quale la vittima era legata da rapporti di frequentazione, per tutelare l’onore del capo clan, attualmente detenuto, in quanto si era sparsa la voce di una presunta relazione sentimentale dell’Ammendo la con la moglie del capo clan. Le attività di indagine svolte nell’immediatezza del fatto avevano condotto ad una prima ordinanza cautelare, emessa dal GIP in data 7 marzo 16, fondata sugli elementi emergenti all’epoca -la denuncia della scomparsa della vittima presentata dai familiari della stessa, i tabulati dell’utenza telefonica di quest’ultima, le intercettazioni telefoniche, i due interrogatori resi dal collaboratore di giustizia – nei confronti degli indagati, che, dopo un breve periodo di latitanza, erano stati arrestati. L’ordinanza cautelare era stata successivamente annullata dal Tribunale del Riesame di Napoli che, pur non mettendo in discussione l’attendibilità del collaboratore di giustizia, aveva ritenuto che le conversazioni telefoniche riportate nell’ordinanza, alcune delle quali all’epoca non trascritte integralmente, non fossero univocamente interpretabili in modo da fornire riscontro individualizzante alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia.
Le successive attività di indagine hanno consentito di accertare anche il coinvolgimento, oltre ai due indagati, del titolare del fondo in cui il corpo di Amendola Vincenzo è stato ritrovato, nel seppellimento del cadavere, avvenuto con modalità tali da impedire il successivo ritrovamento. Oltre alle intercettazioni, ulteriori riscontri sono stati ricavati da accertamenti più approfonditi svolti sul luogo del delitto e sull’arma utilizzata per commetterlo nonché dalle informazioni assunte dai familiari della vittima e da altre persone risultate a conoscenza dei fatti, in quanto presenti nel luogo in cui Vincenzo Amendola era stato prelevato per essere
condotto sul luogo dell’omicidio.

GENERALITÀ DEGLI ARRESTATI
TABASCO GIOVANNI, NATO A Napoli il 29/04/1995
FORMICOLA GAETANO, Nato a Napoli il16/02/1995
MORRA RAFFAELE, Nato a Napoli il 21/06/1984

(nella foto da sinistra Giovanni Tabasco, il pentito Gaetano Nunziato e Gaetano Formicola)

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