Cirillo, Cirino Pomicino smentisce la storia: “Insisto, non ci fu nessuna trattativa”

“Il rapimento Cirillo va inquadrato nella strategia delle Brigate rosse dopo l’uccisione di Aldo Moro. Strategia che prevedeva una campagna meridionale per mettere assieme l’utopia rivoluzionaria con i disagi sociali del Sud del Paese”. L’ex ministro dc Paolo Cirino Pomicino, oggi presidente della Tangenziale di Napoli, spiega in un’intervista a Repubblica la scelta di rapire Ciro Cirillo e di rilasciarlo dopo aver ottenuto il riscatto. “Con il rapimento di Aldo Moro – precisa – le Brigate rosse cercavano una legittimazione politica che non trovarono. Anche per Moro, come poi avvenne per Cirillo, si cercò di pagare il riscatto. Per Moro si mobilitò anche la Chiesa ma non fu possibile perché quella strategia non rientrava nei piani delle Br. Nel Sud, invece, avevano bisogno di risorse e non solo di legittimazione politica. Denaro e allo stesso tempo consenso popolare per erigersi a sostenitori del rivendicazionismo meridionale. Un disegno che si rivelò troppo fragile”.

Cirino Pomicino insiste negando una trattativa politica: “Ma no, ma quale trattativa! Tutti pensavano che Antonio Gava avesse rapporti attraverso i servizi ma poi, processato per altre vicende, fu assolto dalle accuse di 416 bis”. “In queste situazioni la malavita viene messa sotto pressione dalle forze dell’ordine per avere indizi, come si fa negli Stati Uniti. Non dimentichiamo che, dieci anni dopo il rapimento Cirillo, il governo guidato da Giulio Andreotti avviò il pentitismo per colpire la mafia. I contatti con la malavita ci furono, ma per trovare indizi”, aggiunge.

Cirillo, conclude Cirino Pomicino, “è stato un dirigente autorevole della Democrazia cristiana che ha sopportato la violenza delle Brigate rosse con compostezza e riservatezza. Una persona che merita rispetto e riconoscenza. Tutto quello che si doveva dire è stato detto e il chiacchiericcio di questi anni lascia il tempo che trova visto lo sfascio politico e istituzionale che è sotto i nostri occhi”.