Concordia, la Cassazione: “Troppi morti, nessuna attenuante per Schettino”

Francesco Schettino non merita attenuanti, dato “l’elevato numero di vittime e di persone lese” nel naufragio della Concordia, avvenuto al largo dell’isola del Giglio il 13 gennaio 2012. Lo scrive la Cassazione, nelle motivazioni della sentenza, pronunciata il 12 maggio scorso, con cui l’ex comandante e’ stato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere. In particolare, la Suprema Corte nella sua sentenza ricorda la “plurioffensivita’ delle condotte illecite” che hanno inciso su “molteplici beni di rilevanza costituzionale” e che “hanno colpito la vita e l’incolumita’ delle persone, con 32 morti e 193 persone lese, molte delle quali costrette a vivere esperienze assolutamente drammatiche, sconvolgenti, inenarrabili”. La Cassazione, condividendo le conclusioni dei giudici del merito, ricorda inoltre i “gravissimi danni causati all’ambiente, in un tratto di mare di eccezionale pregio, tutelato dalla normativa nazionale e comunitaria, in considerazione anche della presenza di popolamenti a elevata biodiversita’ con deturpamento sia per diretto danneggiamento del fondale Le Scole e della scogliera della Gabbianara, sia per la presenza sul posto del relitto, protrattasi per circa 2 anni e mezzo, con evidenti proiezioni anche nel tempo futuro”. La Corte, dunque, mette in luce gli “ingentissimi danni patrimoniali cagionati nel loro complesso alle persone offese”. La Suprema Corte, dunque, sottolinea la “concreta previsione dell’evento naufragio”, l'”elevata rimproverabilita’ della condotta tenuta dal comandante nella gestione dell’emergenza”, la “competenza professionale” inerente al “ruolo apicale” di Schettino e i suoi “doveri” di comandante, la “mancanza di ogni motivo del cambio di rotta” nonche’ il “disinteresse dimostrato nel momento di abbandono della nave verso chi si trovava ancora in difficolta'”. 

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