Sono sei gli indagati per la morte del neonato al San Leonardo di Castellammare di Stabia. Si tratta dei due ginecologi indicati nella denuncia dei genitori del piccolo, ovvero Eutalia Esposito e Salvatore Ercolano, entrambi consiglieri comunali di una lista civica centrista, e i quattro infermieri che hanno assistito al parto aiutando i medici. Il pm Silvio Pavia della Procura di Torre Annunziata ha formulato l’accusa di omicidio colposo e ha disposto l’autopsia sul corpicino del neonato inviando per  questo gli avvisi di garanzia alle persone coinvolte. Ora bisogna attendere la nomina di tutti i periti per fissare la data dell’autopsia che potrebbe essere svolta al massimo entro domani. Secondo la denuncia presentata ai carabinieri dal 24enne Francesco Graziuso e  dalla moglie, la 23enne Anastasia Iovane  sarebbe stato il parto naturale sarebbe stato la causa del decesso del neonato. Secondo una prima ricostruzione, la gravidanza della giovane Anastasia era considerata “regolare” e dunque “non a rischio”. Di conseguenza, era stato predisposto tutto per il parto naturale. Ma il piccolo pesava già quattro chilogrammi e i due giovani genitori avrebbero insistito con l’equipe medica per il taglio cesareo. Poi improvvisamente qualcosa in sala parto sarebbe andato storto: le contrazioni si sarebbero fermate e, con la testa del feto ormai quasi fuori, il parto si sarebbe interrotto. Le varie manovre dei medici, però, non hanno permesso la nascita del piccolo, che sarebbe morto in quelle fasi. Ora sarà l’inchiesta della magistratura a stabilire se ci sono state colpe da parte dell’equipe medica.

 

Redazione Cronache della Campania