“Falsi siti di notizie ci propinano informazioni alterate, qualche volta ironiche, ma spesso anche crudeli su realtà e notizie inesistenti, lo scopo é denigrare ma anche fare soldi.”

Navigando sui social network non é difficile notare siti di notizie fake, vale a dire portali in cui vengono spacciate per vere quelle informazioni che non lo sono affatto. Questi siti pubblicano articoli attraenti, con lo scopo preciso di incoraggiare la gente a cliccarvi sopra per leggere gli articoli che hanno suscitato in loro particolare interesse, ovviamente ogni click porta dei guadagni al proprietario del sito web.

A porre l’attenzione su questo fenomeno é la ricerca svolta dal sito internet Buzzfeed. In quest’inchiesta viene sottolineato il rapporto fra il Movimento Cinque Stelle e un network di siti diffusori di notizie infondate e idee complottiste.

Altre indagini sono state svolte su catene di portali web, cosiddetti “acchiappa clic”, che cercano di confondersi con siti famosi di benessere e di tecnologia oppure di ingannare la gente con falsi nomi, simili tra l’altro a quelli di giornali seri e rinomati. Un esempio é Liberogiornale, il cui nome ha un chiaro riferimento a Libero e al Giornale, ma che non c’entra assolutamente niente né con l’uno né con l’altro.

Il Fattoquotidiano poi, che é somigliante al sito ufficiale il Fatto Quotidiano, é un’altra prova di portale fasullo, poiché pubblica notizie irreali. Si tratta non solo di contenuti riguardanti argomenti di attualità, ma anche di articoli su temi irreali, come la scoperta della vita dopo la morte.

Fare soldi sul web con le notizie di un blog

Al giorno d’oggi chiunque puo’ costituire il proprio business a costo zero. La richiesta di notizie aggressive é molto elevata e le fakenews s’inseriscono nel giusto panorama, in quanto queste sono capaci di soddisfare pienamente la pressante richiesta di un pubblico desideroso di leggere fatti sensazionali. Ma non é tutto, poiché le bufale sono fruibili gratuitamente: é la pubblicità a pagare gli scrittori di false notizie, in pratica si fanno soldi essendo dei falsi giornalisti.

Per avere un buon introito, si devono però presentare delle particolari condizioni, quali:

  • imitazione di domini appartenenti a portali già esistenti,
  • scoop impressionanti che devono attirare l’attenzione degli internauti,
  • titoli interessanti,
  • foto particolari.

Il guadagno che ottengono i siti di bufale é proporzionale al numero dei clic ricevuto. Gli introiti derivano dalla pubblicità presente nelle pagine, con il metodo del pay for click, tramite Google Adsense e sistemi forniti da Facebook. Per approfondimenti più tecnici consigliamo di visionare le risorse sul sito comefaresoldicon.info, dove sono presenti guide tecniche sul come monetizzare online.

Non si sa esattamente quanto si possa ricavare da questa attività basata su notizie scandalose e false. Pare però che negli Stati Uniti le fakenews abbiano facilitato l’elezione del presidente Donald Trump.

comunque di Buzzfeed l’indagine che ha rivelato che quel centinaio di siti molto attivi a favore del presidente Trump, durante la campagna elettorale, erano gestiti semplicemente da adolescenti di sedici o diciassette anni residenti nella città di Veles in Macedonia. Questi ragazzi riuscivano a raggiungere la somma di circa cinquemila dollari al mese grazie a portali che solo apparentemente erano americani.

Paul Horner, creatore di notizie infondate, afferma di guadagnare addirittura diecimila dollari al mese grazie a Google Adsense e di riuscire a ricavarne di più, cioé diecimila al giorno con storie molto interessanti, capaci di attrarre il pubblico a leggerle. Horner ha persino una pagina personale su Wikipedia.

Comunque, uno dei metodi più redditizi potrebbe essere il local viral hoax, consistente nel diffondere una certa notizia in varie community, cambiando solo il nome della città in cui si sarebbe verificato il fatto. » normale che la gente vedendo informazioni riguardanti la zona in cui vive sia spinta a cliccarci sopra per sapere di che si tratti.

Arrestare il fenomeno online

Oggi si sta cercando di mettere un freno a questo fenomeno. Ad esempio Facebook ha attivato un filtro con il quale esso controlla le notizie controverse provenienti da terzi. D’altro canto però, questi siti bugiardi cercano nuovi metodi di guadagno per raggirare i sistemi adoperati non solo da Facebook ma anche da Google.

Secondo il parere di alcuni, i cliccatori di fakenews apparterrebbero a un certo tipo di pubblico, avente non solo bassa cultura digitale ma anche poca istruzione. In realtà, però la tentazione a cliccare su una notizia allettante non dipenderebbe affatto dalla cultura personale.

Carlo Strapparava, ingegnere italiano che ha condotto studi sul linguaggio naturale riguardo titoli “accattivanti” per i lettori, spiega che nessuno si salva dall’attrazione esercitata da certe notizie, ciò vale pure per chi fosse dotato di quegli appropriati strumenti, appositamente creati per smascherare le solite bufale.

Le notizie false cercano di colpire la sensibilità di chi naviga in internet, puntando sulle informazioni giuste che portano chi legge a provare il più delle volte non solo un particolare coinvolgimento emozionale, ma anche una certa rabbia.

Redazione Cronache della Campania