“Il distretto vulcanico napoletano è sicuramente il distretto a più alto rischio al mondo”. Così Francesca Bianco, direttore dell’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia in una conferenza nella sede dell’Istituto a un anno dal terremoto di Amatrice-Visso-Norcia.Il distretto vulcanico napoletano è così a rischio a causa di alcuni fattori particolari: “La pericolosità sismica, cioè l’eventualità che si generi un terremoto di una certa magnitudo in un certo tempo; la funzione del valore esposto, cioè quante persone e quanti manufatti potrebbero avere danni nell’area e la vulnerabilità, ovvero lo stato del patrimonio edilizio”, ha sottolineato Bianco, ricordando che si tratta di “un’area estremamente urbanizzata dove convivono tre tipi di vulcani con caratteristiche differenti, il Vesuvio, una caldera, quella dei Campi Flegrei, dove è in corso una crisi bradisismica anche se lenta, e un isola vulcanica come Ischia, dove si generano, come è accaduto il 21 agosto, anche fenomeni di frattura”. Tutto ciò rende l’area “una delle zone a più alto rischio al mondo”.

Redazione Cronache della Campania