Si è ucciso sopraffatto dal senso di colpa alla fine per avere causato la morte di un bimbo di due anni e mezzo, figlio di una sua dipendente, caduto a terra mentre lo lanciava in aria per farlo divertire. Giuseppe T., 35 anni, si era trasferito in Germania, dove era nato. La vicenda era avvenuta al centro commerciale Gli Orsi di Biella, nel maggio del 2013. L’uomo si era fermato a parlare con la mamma del piccolo, Gabriele, a fine turno e aveva iniziato a giocare con il bambino lanciandolo in aria. Aveva però perso la presa e il piccolo era caduto battendo violentemente il capo. Inizialmente la caduta non sembrava grave, ma dal pronto soccorso biellese il bambino era stato trasportato d’urgenza al Regina Margherita di Torino per una emorragia cerebrale, e nel nosocomio de capoluogo regionale era morto poco dopo il suo arrivo durante la notte. Giuseppe T., accusato di omicidio colposo, aveva patteggiato davanti al Gup di Biella una condanna a cinque mesi di reclusione, poi sospesi.

Redazione Cronache della Campania
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