Camorra, il pentito: ”Il boss Zagaria voleva uccidere l’ex sindaco di Casapesenna, Giovanni Zara”

Il boss Michele Zagaria voleva uccidere l’ex sindaco di Casapesenna Giovanni Zara. E’ emerso durante l’udienza del processo che vede imputato l’ex boss dei Casalesi e Fortunato Zagaria, ex sindaco di Casapesenna. A rivelare l’inquietante particolare è stato il collaboratore di giustizia Michele Barone, ex fedelissimo del capo dei Casalesi.
“Michele Zagaria mi ordinò nell’aprile del 2009 di progettare un attentato contro l’ex sindaco di Casapesenna Giovanni Zara, ma mi raccomandò di farlo passare come un incidente. ‘Vivo o morto non mi interessa, gli va data una lezione’, mi disse il boss”. Barone ha ribadito quanto dichiarato un anno fa durante l’interrogatorio reso ai magistrati della Dda di Napoli, in cui raccontò per la prima volta di aver progettato, insieme al boss, l’eliminazione del sindaco scomodo Giovanni Zara.
L’omicidio del sindaco ‘scomodo’ Giovanni Zara, ordinato dall’ex boss dei casalesi Michele Zagaria, doveva sembrare un incidente, per non suscitare troppo clamore: a rivelarlo, oggi, nel Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e’ stato il collaboratore di giustizia Michele Barone, ex fedelissimo del boss dei Casalesi Michele Zagaria. Zara, nel marzo del 2009, dopo pochi mesi di amministrazione, fu sfiduciato dalla sua stessa maggioranza perche’ aveva attaccato pubblicamente il clan guidato da Zagaria, allora latitante; il boss non poteva permettere che un sindaco gli fosse ostile nel paese in cui era nato e cresciuto, e in cui si stava nascondendo protetto da un ragnatela di complicita’ e da un solido muro di omerta’.
Cosi’, appena un mese dopo la fine dell’amministrazione Zara, il boss ordino’ a Michele Barone di attivarsi. Barone ne ha parlato oggi al processo che vede Zara come parte offesa per il reato di violenza privata con l’aggravante mafiosa. “Zagaria – ha raccontato il collaboratore – disse a me e Salvatore Nobis di preparare l’attentato perche’ Zara si era messo contro il clan e perche’ temeva che denunciasse i legami di alcuni consiglieri comunali con il clan. Incaricai il figlio di Salvatore, Mario, di andare a Villa di Briano per vedere dove abitavano Zara e la moglie. Furono coinvolti anche altri uomini del clan, che pedinarono l’ex sindaco per giorni, fino alla sua abitazione. Decidemmo che doveva essere usata una Jeep per colpire Zara; poteva essere un investimento, l’importante era simulare un incidente, in modo che nessuno potesse collegare il fatto al clan. Queste furono le indicazioni di Zagaria”.
L’omicidio dell’ex sindaco ‘scomodo’ Giovanni Zara, ordinato dal boss del clan dei Casalesi Michele Zagaria, salto’ dopo le dichiarazioni rese dall’ex primo cittadino contro alcuni consiglieri pubblicate sulla stampa. “Perche’ naufrago’ il piano?” ha chiesto il pm della Dda di Napoli, Maurizio Giordano a Barone. “Non agimmo piu’ perche’ Zara – ha spiegato Barone – probabilmente durante un comizio per le elezioni convocate dopo la sua caduta, fece alcune dichiarazioni contro alcuni consiglieri comunali che lo avevano sfiduciato, dicendo che erano guidati dal clan Zagaria; uscirono cosi’ degli articoli di stampa e lui divenne noto, sicche’ fu impossibile portare a termine l’azione; la stessa sarebbe stata immediatamente ricondotta a noi”.
Pesanti le accuse confermate da Barone a carico dell’ex sindaco Fortunato Zagaria, primo cittadino di Casapesenna per due mandati, sia prima che dopo la breve parentesi Zara, di cui peraltro fu vice-sindaco; secondo la Dda fu proprio il boss a volerlo a fianco a Zara per piegare quest’ultimo ai voleri della cosca. Nel 2010 Fortunato Zagaria fu arrestato mentre era in carica proprio in seguito alla denuncia di Zara. “Fortunato Zagaria – ha detto Barone – era il sindaco di Michele Zagaria presso il Comune di Casapesenna”. Nel corso del processo, a Fortunato Zagaria e’ stato contestato anche il reato di concorso esterno in camorra. In relazione poi alle elezione di Zara, avvenuta nel 2008, Barone dice di saperne poco circa l’eventuale controllo del clan. “Io ero in carcere – ha riferito – ma presumo che il clan fosse d’accordo sul nome di Zara perche’ non si poteva muovere nulla a Casapesenna senza il volere di Zagaria. Ma Zara, una volta eletto, comincio’ a mettersi contro il clan per cui doveva essere punito”.