Diede fuoco a Carla Caiazzo, confermata la condanna a 18 anni per Pietropaolo. L’uomo ha chiesto scusa alle donne

Napoli ha confermato la condanna a 18 anni di carcere emessa in primo grado, il 23 novembre del 2016, nei confronti di Paolo Pietropaolo, l’uomo di 40 anni che il primo febbraio dello scorso anno, a Pozzuoli, diede fuoco alla ex compagna incinta, Carla Ilenia Caiazzo. “Mi aspettavo un trattamento meno severo, – ha commentato Gennaro Razzino, legale di Pietropaolo – che potesse essere riformata la pena. Leggerò la motivazione per poi valutare se presentare ricorso in Cassazione”. Carla Caiazzo ha atteso la notizia della sentenza nella sua abitazione: “Avrebbe voluto esserci – ha detto il suo avvocato, Maurizio Zuccaro – ma è reduce dall’ennesimo intervento chirurgico, a cui si è sottoposta solo venerdì scorso. Con questo sono 53”. Durante l’udienza Paolo Pietropaolo ha preso la parola e chiesto scusa a Carla, alla figlia, e alla donne, in genere. “L’ho riferito a Carla. Mi ha detto che è un gesto che non merita commenti”, ha riferito Zuccaro.
“Carla era serena, sapeva che i giudici avrebbero confermato la condanna”, ha riferito ancora l’avvocato Zuccaro, il quale, insieme con l’avvocato Sergio Pisani, ha difeso e dato assistenza a Carla in questo processo. “Da un lato sono felice per questa sentenza, – ha commentato Zuccaro – significa che esiste una giustizia, anche processuale. Ma sono anche triste perchè vorrei che non ci fossero più processi per femminicidi”. Zuccaro ha poi voluto esprimere risentimento in merito alla contestazione della premeditazione avanzata dai difensori di Pietropaolo: “Ritengo – ha spiegato – che l’aggressione a Carla sia un esempio di premeditazione. Paolo ha atteso il momento opportuno per compiere quello che aveva in mente già da mesi”. Presente, in aula, anche il procuratore generale Stefania Buda, che aveva ribadito la richiesta di condanna senza sconti.