Torre Annunziata, proiettile sul tergicristallo dell’auto di un imprenditore: avvertimento dei clan

Un imprenditore delle pompe funebre di Torre Annunziata ha ritrovato sul tergicristalli della propria auto un proiettile in un foglio di carta con una macchia rosso sangue. Una minaccia da parte di qualcuno, molto probabilmente legato alla camorra, che ha voluto avvertire l’imprenditore. Quest’ultimo ha denunciato il tutto alla polizia, affermando di non essere mai stato minacciato da nessuno e questo gesto è stato inaspettato. Sul caso stanno lavorando gli uomini del commissariato di Torre Annunziata agli ordini di Vincenzo Gioia.
La pista principale porta al racket. Perché in questo periodo, solitamente la camorra bussa alle porte degli imprenditori per ritirare il pizzo di Natale, la «rata» per i detenuti. E proprio gli imprenditori delle pompe funebri in passato erano stati costretti a versare il doppio pizzo: metà al clan Gionta, metà ai Gallo-Cavalieri, in virtù dell’accordo tra le due cosche camorristiche che si dividono i business illegali in città. Ma non sono esclusi dissidi personali o problemi di concorrenza.
Da un anno, infatti, in città è aumentata la «competizione» per i servizi funebri e ci sono più ditte che gestiscono i funerali. Una delle aziende, appena un anno fa, ha subito un avvertimento di chiaro stampo camorristico con una stesa all’esterno della sede principale di via Vittorio Veneto. Ma questa volta è diverso: l’avvertimento è arrivato direttamente all’imprenditore e non all’azienda. Un dettaglio importante, che spinge gli investigatori a non tralasciare nessuna ipotesi e a non escludere nulla, neanche nella vita privata della vittima dell’atto intimidatorio, così come eventuali problemi di vicinato o questioni familiari.